S:3-Ep:69
Frank, Joseph e Georg sono persone qualunque.

Frank Luke nacque il 19 maggio 1897 a Phoenix, Arizona, dopo che suo padre emigrò dalla Germania negli Stati Uniti nel 1874, Frank era il quinto figlio della sua famiglia e aveva otto fratelli e sorelle, crebbe eccellendo negli sport, lavorando nelle miniere di rame e partecipando a incontri di boxe a mani nude.
Fu l’ingresso della sua Patria adottiva nel primo conflitto mondiale a dare una svolta nella sua vita che, sebbene conclusa poco più di anno dopo, rese Frank Luke immortale, tanto negli Stati Uniti quanto all’estero.
Arruolatosi nell’aprile 1917 nell’Aviation Section, diretto antenato dell’United States Air Force nel periodo tra il 1914 e il 1918, venne inquadrato con il grado di Sottotenente nel 27° Aero Squadron, a sua volta il precursore dell’attuale 27° Fighter Squadron.
Dopo un addestramento come pilota in Texas e in California, durante il quale mise in mostra le sue abilità ai comandi degli apparecchi d’addestramento, nel marzo 1918 approdò con il Corpo di Spedizione statunitense nel Vecchio Continente, venendo dislocato in Francia.
A causa della sua arroganza e delle sue occasionali tendenze a volare da solo e a disobbedire agli ordini, Luke non era amato da alcuni dei suoi pari e superiori ma, nonostante questo, era un ottimo pilota e fu qui che il suo destino, e il suo nome, si legarono indissolubilmente ad un altro pilota del 27° Squadron, il Tenente Joseph Frank Wehner.
Wehner nacque a Roxbury, Massachusetts, il 20 settembre 1895, i successi sportivi di Wehner come capitano della squadra di football della Everett High School gli fecero guadagnare una borsa di studio alla Phillips Exeter Academy di Exeter, New Hampshire nel 1914, lavorava per la YMCA di Berlino quando fu dichiarata la guerra, si arruolò nel Signal Corps nel giugno 1917.
Mentre riceveva l’addestramento al volo, l’origine tedesca di Wehner, unita al suo lavoro a Berlino, portò all’apertura di un indagine seguita dal suo arresto per un sospetto, quanto infondato, tradimento; questo secondo il Secret Service, ma l’indagine lo scagionò completamente e partì per l’Inghilterra nel febbraio 1918, fu poi assegnato al 27th Aero Squadron sotto il maggiore Harold Hartney nel luglio 1918.
Tra Luke e Wehner era nata una solida amicizia: entrambi sapevano che, lassù nel cielo, l’uno poteva contare sull’altro, anche quando la lotta si sarebbe fatta implacabile contro i caccia tedeschi, intanto, al gruppo di volo dello Squadrone di Luke, venne dato l’ordine primario di concentrarsi sull’abbattimento dei palloni aerostatici nemici; seppur bersaglio facile da colpire essendo quasi sempre immobili e ancorati al suolo, erano difesi da numerose postazioni di contraerea, pronte a colpire i velivoli alleati in avvicinamento.
Un pallone di osservazione era sia un bersaglio vulnerabile che prezioso, il pallone era ormeggiato in posizione stazionaria e veniva sollevato da gas idrogeno infiammabile, il cui utilizzo era reso necessario dalla scarsità di riserve di elio tra le potenze europee.
L’ osservatore di artiglieria sospeso nel cesto di vimini sottostante, aveva in genere un trasmettitore e un binocolo e/o una macchina fotografica a lungo raggio, il suo compito era osservare le azioni in prima linea e dietro di essa, individuare i movimenti delle truppe nemiche o attività insolite di qualsiasi tipo e richiamare il fuoco di artiglieria su qualsiasi bersaglio degno di nota.
Tra il 12 e il 29 settembre, a Luke fu attribuito l’abbattimento di 14 palloni tedeschi e quattro aerei, Luke ottenne queste 18 vittorie durante appena 10 sortite in otto giorni, un’impresa insuperata da qualsiasi pilota nella prima guerra mondiale e volando come suo gregario, Wehner, abbatté un Fokker D.VII e cinque palloni in soli tre giorni di combattimento aereo nello stesso periodo.
La coppia, divenuta inseparabile, iniziò così una serie di fortunate missioni, dove i successi conseguiti si succedevano uno dietro l’altro, ma anche il rischio aumentava, osando sempre di più, avvicinandosi sempre di più, sfidando in combattimento i caccia tedeschi in volo, il 18 settembre 1918 si compì l’infausto destino di Joseph Wehner.
Per tentare di salvare l’amico attaccato da due Caccia Fokker DVII, il Tenente Wehner venne inquadrato nel mirino delle mitragliatrici di Georg von Hantelmann, Asso tedesco accreditato di 25 vittorie aeree, nulla poté fare Frank Luke quando vide il velivolo del compagno schiantarsi al suolo in una palla di fuoco nelle campagne vicino Serronville, o meglio, qualcosa riuscì comunque a fare, accecato dall’ira e dalla rabbia, riuscì ad abbattere due Fokker e altrettanti palloni, ma non l’aereo di Georg, prima di rientrare alla base.
Georg von Hantelmann nacque in una famiglia di Junker di modesta estrazione il 9 ottobre 1898, nacque a Rokietnice, Impero tedesco, era il figlio maggiore, si arruolò nell’esercito nel 1916 e fu nominato tenente nel 1917, prima di essere trasferito al servizio aereo con la Luftstreitkräfte.
Una volta arrivato al suo nuovo squadrone, Hantelmann fece dipingere sui lati della fusoliera del suo Albatros D.Va la sua insegna personale di un teschio e ossa incrociate in stile “totenkopf”, che rifletteva il suo precedente servizio nel 17° reggimento ussari “Testa di morto” di Braunschweig.
Wehner, che cadde dietro le linee nemiche, fu portato in un ospedale tedesco dove morì poco dopo per le ferite riportate, gli fu conferita due volte la Distinguished Service Cross , la seconda più alta onorificenza americana per il valore in combattimento.
Con la missione del 18 settembre, Frank Luke raggiunse intanto le tredici vittorie confermate, praticamente un record se si considera che in appena dieci sortite nei cieli francesi, svolte nei giorni successivi, raggiunse le diciotto vittorie, un primato, questo, rimasto imbattuto per tutta la durata della Prima Guerra Mondiale.
Intanto, sul fronte francese si stava preparando quella che sarebbe dovuta essere l’ultima grande offensiva per sfondare definitivamente il fronte tedesco: l’Offensiva della Mosa-Argonne, che prese avvio il 26 settembre e che ebbe termine l’11 novembre successivo, con la fine della prima guerra mondiale.
Fu in quei giorni che Luke mise a segno nuove, clamorose, vittorie; dal carattere spesso sofferente delle gerarchie militari, rischiando anche gli arresti, si alzò in volo senza permesso, volando alla volta delle retrovie di Verdun, dove erano stati segnalati dei palloni aerostatici che fornivano i dati di puntamento per l’artiglieria.
Nonostante il suo SPAD XIII fosse stato precedentemente danneggiato, si inoltrò, da solo, in territorio nemico: raggiunta la cittadina di Dun-sur-Meuse, sei miglia all’interno delle linee nemiche, abbatté con raffiche precise e letali i tre palloni.
Era il 29 settembre 1918, virò contento della missione compiuta e si mise sulla strada di ritorno ma in quel momento un proiettile di mitragliatrice sparato da una collina vicina lo raggiunse alla spalla, ferito e sanguinante riuscì comunque a far atterrare il proprio velivolo nei pressi del Ruisseau de Bradon, un torrente affluente della Mosa, e non si diede per vinto, durante la fase di discesa mitragliò una colonna tedesca in marcia prima di atterrare fortunosamente in una vicina radura.
Uscito con le sue forze dal velivolo, estrasse la sua pistola Colt e iniziò a far fuoco contro un gruppo di Tedeschi intenzionati a catturarlo, resistette fino a che poté farlo ma, stremato e dissanguato, cadde riverso al suolo, la ferita riportata in volo lo uccise.
Accreditato di diciannove vittorie aeree, primo appartenente dell’Air Force statunitense a ricevere, seppur postuma, la Medal of Honor, il Tenente Frank Luke dimostrò di essere uno tra i migliori piloti del 27° Aero Squadron, volando su Biplani SPAD XIII sopra la campagna francese.
Eddie Rickenbacker, pilota di caccia americano nella prima guerra mondiale e insignito della Medal of Honor con 26 vittorie aeree fu l’ asso dell’aviazione statunitense di maggior successo e più decorato della guerra, l’unico a superare Luke, e disse di lui:
Fu l’aviatore più audace e il più grande pilota da caccia dell’intera guerra. La sua vita è una delle glorie più luminose del nostro servizio aereo. Si scatenò e abbatté quattordici aerei nemici, tra cui dieci palloni, in otto giorni. Nessun altro asso, nemmeno il temuto Richthofen, il Barone Rosso, era mai arrivato vicino a quello.
Georg von Hantelmann il 21 ottobre 1918, il giorno della sua 22a vittoria confermata, fu insignito della Croce di Ferro di Prima Classe, così come dell’Ordine della Casa Reale di Hohenzollern.
Aveva ormai superato le 20 vittorie, allora richieste l’assegnazione della più alta decorazione tedesca al valore, la Pour le Merite, Hantelmann fu anche raccomandato per il Blue Max il 3 novembre 1918, ma purtroppo per lui, la sconfitta dell’Impero tedesco nel primo conflitto mondiale fece svanire il premio.
A Frank Luke accreditarono 19 vittorie aeree che lo classificarono secondo, dietro solamente a Eddie Rickenbacker, tra i piloti dell’United States Army Air Service (USAAS) durante la prima guerra mondiale, ricevette nella sua carriera una medaglia d’onore e due croci al merito di guerra.
A Joseph Frank Wehner accreditarono un solo abbattimento, la dura, e in questo caso breve vita, di un gregario; fu medagliato con una croce al merito di guerra e una Distinguished Service Cross con Oak Leaf Cluster.
Hantlemann concluse la guerra con 25 vittorie aeree confermate e 5 non confermate, tutte le sue vittorie confermate furono sul Fokker D.VII , rendendolo uno dei piloti di maggior successo, fu insignito della Croce di Ferro di Prima Classe, così come dell’Ordine della Casa Reale di Hohenzollern.
Tornato dalla grande guerra, Hantelmann, che nel suo ruolino militare poteva vantare anche di aver abbattuto David Putnam, soprannominato “l’asso degli assi” come l’italico Francesco Baracca per via delle sue 13 vittorie confermate e 30 cumulative non confermate e Maurice Jean-Paul Boyau, un importante asso francese della prima guerra mondiale con 35 vittorie e uno dei più riusciti distruttori di palloni, si stabilì in una fattoria a Charcice, in Prussia.
Il 7 settembre 1924 dei bracconieri polacchi attraversarono il suo vicino confine, Hantelmann li scoprì e intervenne ma venne assassinato mentre violavano la sua proprietà.
Ma questa, è un’altra storia.

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