Alleati alla triplice intesa

verde = alleati / giallo = imperi centrali

Gli Alleati della prima guerra mondiale furono quei paesi che, aggiungendosi alle potenze della Triplice Intesa (Impero britannico, Francia e Impero russo), formarono durante il primo conflitto mondiale una coalizione contro gli Imperi centrali (Impero tedesco e Impero austro-ungarico); in particolare, alle potenze dell’Intesa si aggiunsero l’Impero Giapponese nel 1914, il Regno d’Italia nel 1915 e gli Stati Uniti d’America nel 1917, mentre alla fine del 1917 la Russia, stremata dalla guerra e caduta preda della rivoluzione d’ottobre, abbandonava l’alleanza.

Dopo l’assassinio di Francesco Ferdinando

Serbia

28 luglio 1914

Impero russo

1º agosto 1914 (pace separata il 3 marzo 1918)

Francia

3 agosto 1914

Belgio

4 agosto 1914

Impero britannico

4 agosto 1914

Montenegro

8 agosto 1914

Giappone

23 agosto 1914

Dopo la prima battaglia della Marna

Regno d’Italia

24 maggio 1915

Emirato del Najd e di al-Ahsa’

26 dicembre 1915

Portogallo

9 marzo 1916

Regno di Romania

27 agosto 1916 (pace separata il 7 maggio 1918 e di nuovo in guerra il 10 novembre 1918)

Dopo la caduta dell’Impero russo

Stati Uniti

6 aprile 1917

Regno di Grecia

2 luglio 1917

Siam

22 luglio 1917

Brasile

26 ottobre 1917

VEDI ANCHE: Eserciti e flotte della prima guerra mondiale

Imperi centrali

verde = alleati / giallo = imperi centrali

Imperi centrali o potenze centrali, noti anche con il nome di Quadruplice Alleanza, sono termini usati per indicare le quattro nazioni che durante la prima guerra mondiale si coalizzarono contro la Triplice intesa e gli Alleati. La coalizione comprendeva Impero tedesco, Impero austro-ungarico, Impero ottomano e Regno di Bulgaria. Il nome dell’alleanza deriva dalla posizione geograficamente centrale dei quattro Stati rispetto allo schieramento opposto.

In definitiva gli Stati degli imperi centrali furono:

Austria-Ungheria

entrata in guerra il 28 luglio 1914;

Germania e colonie

entrata in guerra il 1º agosto 1914;

Impero ottomano

entrato in guerra segretamente il 2 agosto 1914, ufficialmente il 29 ottobre 1914;

Regno di Bulgaria

entrata in guerra il 14 ottobre 1915.

VEDI ANCHE: Eserciti e flotte della prima guerra mondiale

Eserciti e flotte della prima guerra mondiale

Stato

Esercito

Marina

Aeronautica

ITALIA

ALLEATI

Regio Esercito Italiano

5.615.000 uomini mobilitati

4° forza alleata

Regia Marina Italiana

da 83 a 174 unità navali*

4° forza navale alleata

Servizio Aeronautico

da 130 a 150 velivoli

2° forza aerea alleata

IMPERO TEDESCO

IMPERI CENTRALI

Deutsches Heer

13.250.000 uomini mobilitati

1° forza degli imperi centrali

Kaiserliche Marine

da 255 a 717 unità navali*

1° forza navale degli imperi centrali

Luftstreitkräfte

da 180 a 232 velivoli

1° forza aerea degli imperi centrali

FRANCIA

ALLEATI

Armée de terre

8.410.000 uomini mobilitati

2° forza alleata

Marine Nationale

da 196 a 248 unità navali*

3° forza navale alleata

Aviation Militaire

da 136 a 138 velivoli

3° forza aerea alleata

IMPERO AUSTROUNGARICO

IMPERI CENTRALI

k.u.k. Armee

7.800.000 uomini mobilitati

2° forza degli imperi centrali

k.u.k. Kriegsmarine

da 56 a 86 unità navali*

2° forza navale degli imperi centrali

k.u.k. Luftfahrtruppen

da 60 a 86 velivoli

3° forza aerea degli imperi centrali

REGNO UNITO

ALLEATI

British Army

6.211.922 uomini mobilitati

3° forza alleata

Royal Navy

da 562 a 1010 unità navali*

1° forza navale alleata

Royal Naval Air Service

da 48 a 113 velivoli

4° forza aerea alleata

BELGIO

ALLEATI

Composante terre

267.000 uomini mobilitati

7° forza alleata

Marinecomponent

nessuna fonte

Compagnie des ouvries et aérostiers

24 velivoli

6° forza aerea alleata

IMPERO GIAPPONESE

ALLEATI

Dai-Nippon Teikoku Rikugun

800.000 uomini mobilitati

6° forza alleata

Dai-Nippon Teikoku Kaigun

da 112 a 149 unità navali*

5° forza navale alleata

Dai-Nippon Teikoku Kaigun e Rikugun Kōkū Hombu

nessuna fonte

IMPERO RUSSO

ALLEATI

Russkaja imperatorskaja armija

12.500.000 uomini mobilitati

1° forza alleata

Rossijskij Imperatorskij Flot

da 59 a 128 unità navali*

6° forza navale alleata

Imperatorskij voenno-vozdušnyj flot

da 210 a 244 velivoli

1° forza aerea alleata

IMPERO OTTOMANO

IMPERI CENTRALI

Ordu-yi humâyûn

2.998.321 uomini mobilitati

3° forza degli imperi centrali

Donanma-yı Humâyûn

da 13 a 14 unità navali*

3° forza navale degli imperi centrali

Havacılık Komisyonu

80 velivoli – poi 250 grazie a Germania e Austroungheria

2° forza aerea degli imperi centrali

STATI UNITI

ALLEATI

United States Army

4.355.000 uomini mobilitati

5° forza alleata

United States Navy

da 191 a 269 unità navali*

2° forza navale alleata

Aviation Section, U.S. Signal Corps

55 velivoli

5° forza aerea alleata

Stati minori

Uomini / perdite

Aviazione / Flotta navale

Australia

ALLEATI

412.953 uomini mobilitati

61.928 morti in combattimento

152.171 feriti

214.171 perdite totali (52%)

Velivoli aggregati al Regno Unito

Unità navali aggregate al Regno Unito

Canada

ALLEATI

628.964 uomini mobilitati

64.944 morti in combattimento

149.732 feriti

214.676 perdite totali (34%)

0 velivoli

Unità navali aggregate al Regno Unito

Grecia

ALLEATI

230.000 uomini mobilitati

26.000 morti in combattimento

21.000 feriti

47.000 perdite totali (20%)

5 velivoli

2 unità navali

India Britannica

ALLEATI

1.440.437 uomini mobilitati

74.187 morti in combattimento

69.214 feriti

143.401 perdite totali (10%)

0 velivoli

Unità navali aggregate al Regno Unito

Montenegro

ALLEATI

50.000 uomini mobilitati

3.000 morti in combattimento

10.000 feriti

13.000 perdite totali (26%)

0 velivoli

0 unità navali

Nepal

ALLEATI

200.000 uomini mobilitati

30.000 morti in combattimento

nessuna fonte feriti

nessuna fonte perdite totali

0 velivoli

0 unità navali

Nuova Zelanda

ALLEATI

128.525 uomini mobilitati

18.050 morti in combattimento

41.317 feriti

59.367 perdite totali (46%)

Velivoli aggregati al Regno Unito

Unità navali aggregate al Regno Unito

Portogallo

ALLEATI

100.000 uomini mobilitati

7.222 morti in combattimento

13.751 feriti

20.973 perdite totali (21%)

2 velivoli

Nessuna unità navale partecipante

Regno di Bulgaria

IMPERI CENTRALI

1.200.000 uomini mobilitati

75.844 morti in combattimento

153.390 feriti

255.263 perdite totali (21%)

39 velivoli

6 unità navali

Romania

ALLEATI

750.000 uomini mobilitati

250.000 morti in combattimento

120.000 feriti

370.000 perdite totali (49%)

Da 0 a 322 velivoli

2 unità navali

Serbia

ALLEATI

707.343 uomini mobilitati

275.000 morti in combattimento

133.148 feriti

408.148 perdite totali (58%)

12 velivoli

Nessuna unità navale partecipante

Sudafrica

ALLEATI

136.070 uomini mobilitati

9.463 morti in combattimento

12.029 feriti

21.492 perdite totali (16%)

0 velivoli

Unità navali aggregate al Regno Unito

ALLEATI

Da 622 a 1.072 velivoli

Da 1207 a 1982 unità navali*

42.243.214 uomini mobilitati

5.691.241 morti in combattimento

12.809.280 feriti

18.500.521 perdite totali (44%)

IMPERI CENTRALI

Da 398 a 607 velivoli

Da 330 a 823 unità navali*

25.257.321 uomini mobilitati

3.131.890 morti in combattimento

8.419.533 feriti

15.181.252 perdite totali (66%)

* tra Pre e Dreadnought, Incrociatori vari, Cacciatorpedinieri e Sommergibili.

TOTALE

Da 1.020 a 1.679 velivoli

67.500.535 uomini mobilitati

33.681.773 perdite totali (50%)

Da 1.527 a 2.805 unità navali*

8.823.131 morti in combattimento

21.228.813 feriti

United States Army

L’Esercito degli Stati Uniti d’America (in inglese: United States Army, spesso abbreviato in U.S. Army) costituisce la più grande delle forze armate degli Stati Uniti d’America. Il nucleo originario fu il Continental Army, istituito il 14 giugno 1775, prima della dichiarazione d’indipendenza, per affrontare la prevedibile guerra contro le forze del Regno Unito. Nel 1917, ufficialmente in risposta alla guerra sottomarina indiscriminata tedesca, gli Stati Uniti entrarono nella prima guerra mondiale nello schieramento dell’Intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia, Italia). Le truppe statunitensi, guidati dal generale John J. Pershing, ebbero un ruolo importante nella fase finale del conflitto e contribuirono alla vittoria dell’Intesa. Con l’armistizio l’11 novembre 1918, l’esercito ancora una volta venne ridimensionato.

Bandiera

4.355.000 uomini mobilitati

uomini mobilitati 4.355.000

morti 116.078

feriti 205.690

perdite totali 322.398 (7%)

Ordu-yi humâyûn

Il sultano Selim III formò l’armata Nizam-ı Jedid (lett. “Nuovo Ordine”) alla fine del XVIII secolo ed all’inizio del XIX secolo. Questo fu il primo serio tentativo di trasformare le forze militari ottomane in un esercito moderno. Tuttavia, il corpo Nizam-ı Cedid fu di breve durata, e si dissolse dopo l’abdicazione di Selim III nel 1807. Il sultano Mahmud II, successore e nipote di Selim III, proseguì nelle sue riforme, sciogliendo il corpo dei Giannizzeri nel 1826, e formò gli “Asakir-i Mansure-i Muhammediye” come un esercito moderno, nonché come il centro di tutto l’esercito turco-ottomano. Lo scioglimento dei Giannizzeri è conosciuto come Vaka-ı Hayriye (lett. “Incidente di buon auspicio”). In seguito l’Impero ottomano si rivolse alla Germania, che inviò numerosi ufficiali, consulenti militari e un gran numero di armi e strumenti moderni per riorganizzare, modernizzare e allineare agli eserciti europei quello turco.

Bandiera

2.998.321 uomini mobilitati

uomini mobilitati 2.998.321

morti 325.000

feriti 400.000

perdite totali 975.000 (34%)

Russkaja imperatorskaja armija

La Russkaja imperatorskaja armija (russo: Русская императорская армия, scritto come ai tempi prima della Riforma dell’ortografia russa del 1917: Русская императорская армія) fu l’esercito dell’Impero russo attivo dal 1721 sino alla rivoluzione russa del 1917. A metà Ottocento, l’esercito russo era composto di 938.731 soldati regolari e da 245.850 irregolari (in gran parte cosacchi). Sino alla riforma militare di Dmitrij Miljutin del 1874, l’esercito russo non disponeva di caserme e circa un milione di soldati viveva nella propria casa o in capanne tradizionali. Allo scoppio della Grande Guerra, lo zar Nicola II nominò suo cugino, il granduca Nicola, comandante in capo dell’esercito. Alla mobilitazione, l’esercito russo contava 115 divisioni di fanteria, 38 divisioni di cavalleria con 7.900 cannoni (7.100 cannoni da campo, 540 mitragliatrici da campo e 257 cannoni pesanti). Ve n’erano solo 2 dotate d’ambulanza con 679 carri di soccorso. Le divisioni vennero ripartite come segue: 31 divisioni di fanteria e 10,5 di cavalleria operarono contro la Germania, 46 divisioni di fanteria e 18,5 divisioni di cavalleria operarono contro l’Austria-Ungheria, mentre 19,5 divisioni di fanteria e 5,5 di cavalleria vennero sfruttate per la difesa dei litorali del mar Baltico e del Mar Nero. A queste poi si assommavano 17 divisioni di fanteria e 3,5 di cavalleria che vennero trasportate dalla Siberia e dal Turkestan. La guerra a est iniziò con l’invasione russa della Prussia orientale e della Galizia. La prima si concluse con una secca sconfitta delle armate russe nella battaglia di Tannenberg, mentre nella battaglia di Galizia i russi raggiunsero importanti vittorie contro gli austro-ungarici. Ad ovest, il corpo spedizionista russo passò in Francia nel 1915.

Bandiera

12.500.000 uomini mobilitati

uomini mobilitati 12.500.000

morti 1.811.000

feriti 4.950.000

perdite totali 6.761.000 (56%)

Dai-Nippon Teikoku Rikugun

L’Esercito imperiale giapponese (kyūjitai: 大日本帝國陸軍, shinjitai: 大日本帝国陸軍, rōmaji: Dai-Nippon Teikoku Rikugun, lett. “Esercito dell’Impero del Grande Giappone”) ha costituito la forza di terra del dell’Impero giapponese dal 1867 fino al 1945, anno della sconfitta nella seconda guerra mondiale. Incorporò anche una propria branca aerea, in quanto non esisteva un’aviazione come forza armata indipendente. L’Impero giapponese entrò in guerra nella Triplice intesa. Anche se furono fatti dei piani per inviare una forza di spedizione di 100 000 – 500 000 uomini in Francia, alla fine l’unica azione in cui il Giappone fu coinvolto fu l’attentamente pianificato e ben eseguito assedio di Tsingtao, una concessione tedesca in Asia, nel 1914.

Bandiera

800.000 uomini mobilitati

uomini mobilitati 800.000

morti 415

feriti 907

perdite totali 1.322 (<1%)

Composante terre

La componente terrestre dell’Armata belga (in francese Composante terre, in olandese Landcomponent, in tedesco Landkomponente) è l’attuale denominazione dell’esercito del Belgio e parte integrante del suo sistema difensivo. Nel 2002 il governo decise di seguire l’esempio del Canada e impose una “struttura unica” alle forze armate fondendole nell’Armata. Come conseguenza, l’esercito belga cessò di esistere come forza armata autonoma, assumendo la denominazione attuale. Nel 1912 era stata autorizzata dal governo una grande organizzazione dell’esercito, che prevedeva un esercito totale di 350.000 uomini entro il 1926 – 150.000 nelle forze sul campo, 130.000 nelle guarnigioni delle fortezze e 70.000 di riserva e ausiliari. Allo scoppio della guerra questa riorganizzazione non era affatto completa e solo 117.000 uomini potevano essere mobilitati per le forze sul campo, con le altre armi altrettanto carenti. Il comandante in capo era re Alberto I, con il tenente generale Cavaliere Antonin de Selliers de Moranville come capo di stato maggiore generale dal 25 maggio 1914 al 6 settembre 1914, quando un regio decreto abolì la funzione di capo di stato maggiore dell’esercito. In questo modo il re si assicurò il controllo del comando. La forza nominale di una divisione variava da 25.500 a 32.000 uomini, con una forza totale di diciotto battaglioni di fanteria, un reggimento di cavalleria, diciotto mitragliatrici e quarantotto cannoni. Due divisioni (la 2ª e la 6ª) avevano ciascuna un reggimento di artiglieria aggiuntivo, per un totale di sessanta cannoni. La Divisione di Cavalleria aveva due brigate di due reggimenti ciascuna, tre batterie di artiglieria a cavallo e un battaglione ciclisti, insieme a unità di supporto; aveva una forza totale di 4.500 uomini con 12 cannoni, ed era – in effetti – poco più che una brigata rinforzata.

Bandiera

267.000 uomini mobilitati

uomini mobilitati 267.000

morti 38.172

feriti 44.686

perdite totali 82.858 (31%)

British Army

Il British Army (Esercito britannico) è la componente terrestre delle forze armate britanniche. Nacque nel 1707 con l’unificazione dei governi e delle forze armate di Inghilterra e Scozia nel Regno Unito di Gran Bretagna, incorporando reggimenti preesistenti dei due regni e quindi posto sotto il controllo del War Office di Londra. La Grande Guerra si dimostrò uno dei teatri bellici più devastanti per la storia militare britannica, lasciando sul campo circa ottocentomila morti e due milioni di feriti. Nella prima parte della guerra, le forze professionali dell’esercito britannico vennero coinvolte nelle principali battaglie sul continente tra cui la cruenta e logorante battaglia della Somme. L’avanzamento nelle tecnologie portò anche nel British Army all’uso del carrarmato, con la creazione del Royal Tank Regiment, e il progredire anche nel progetto dei velivoli, con la costituzione del Royal Flying Corps, che sarà decisivo nelle future battaglie. La guerra di trincea fu la strategia dominante del fronte occidentale, e l’uso dei gas chimici portò alla devastazione più totale.

Bandiera

6.211.922 uomini mobilitati

uomini mobilitati 6.211.922

morti 886.342

feriti 1.665.749

perdite totali 2.552.091 (41%)

k.u.k. Armee

L’imperiale e regio esercito era l’esercito comune dell’Impero austro-ungarico. Era detto in tedesco kaiserliche und königliche Armee (abbreviato in k.u.k. Armee) e in ungherese Császári és királyi hadsereg. L’imperiale e regio esercito fu costituito a seguito del compromesso del 15 marzo 1867 (Ausgleich), che suddivise in due realtà statali autonome i territori della corona d’Austria (Cisleitania) e quelli del Regno d’Ungheria (Transleitania). I due stati erano riuniti sotto la figura del capo dello Stato, imperatore d’Austria e re d’Ungheria, Francesco Giuseppe (1830-1916), il quale nella seconda metà del XIX secolo dedicò grandi attenzioni alle forze armate e le riorganizzò profondamente, per farne un apparato militare moderno e dotato di un’industria bellica all’avanguardia per i tempi. Le operazioni iniziali della prima guerra mondiale, iniziate con la mobilitazione dell’Esercito imperial regio unitamente alla Landwehr e alla Honvéd, videro le forze armate austro-ungariche dominare la situazione sul fronte serbo, dove la disparità di forze risolse rapidamente a favore dell’Austria le operazioni. Lo sconfitto esercito serbo, compreso il comandante in capo Radomir Putnik, affrontò una penosa ritirata attraverso la Bosnia venendo poi tratto in salvo in Montenegro dalla Regia Marina italiana nel 1916. Sul fronte russo, invece (teatro d’operazione che assorbì il 70% delle forze militari austro-ungariche) le truppe austro-ungariche furono presto in difficoltà. Le colossali armate russe, l’enormità degli spazi e lo scarso spirito combattivo di alcune nazionalità dell’impero trasformarono ben presto quella che era stata annunciata come una marcia trionfale in un sanguinoso scontro di attrito tra i belligeranti. In tarda estate cadde Przemyśl, principale caposaldo austro-ungarico in Galizia; sempre in Galizia, in autunno gli austriaci vennero duramente battuti da una formidabile controffensiva russa, a cui si aggiunsero le piogge e le nevicate a immobilizzare il fronte orientale.

Bandiera

7.800.000 uomini mobilitati

uomini mobilitati 7.800.000

morti 922.500

feriti 3.620.000

perdite totali 6.742.500 (86%)

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