Russkaja imperatorskaja armija

La Russkaja imperatorskaja armija (russo: Русская императорская армия, scritto come ai tempi prima della Riforma dell’ortografia russa del 1917: Русская императорская армія) fu l’esercito dell’Impero russo attivo dal 1721 sino alla rivoluzione russa del 1917. A metà Ottocento, l’esercito russo era composto di 938.731 soldati regolari e da 245.850 irregolari (in gran parte cosacchi). Sino alla riforma militare di Dmitrij Miljutin del 1874, l’esercito russo non disponeva di caserme e circa un milione di soldati viveva nella propria casa o in capanne tradizionali. Allo scoppio della Grande Guerra, lo zar Nicola II nominò suo cugino, il granduca Nicola, comandante in capo dell’esercito. Alla mobilitazione, l’esercito russo contava 115 divisioni di fanteria, 38 divisioni di cavalleria con 7.900 cannoni (7.100 cannoni da campo, 540 mitragliatrici da campo e 257 cannoni pesanti). Ve n’erano solo 2 dotate d’ambulanza con 679 carri di soccorso. Le divisioni vennero ripartite come segue: 31 divisioni di fanteria e 10,5 di cavalleria operarono contro la Germania, 46 divisioni di fanteria e 18,5 divisioni di cavalleria operarono contro l’Austria-Ungheria, mentre 19,5 divisioni di fanteria e 5,5 di cavalleria vennero sfruttate per la difesa dei litorali del mar Baltico e del Mar Nero. A queste poi si assommavano 17 divisioni di fanteria e 3,5 di cavalleria che vennero trasportate dalla Siberia e dal Turkestan. La guerra a est iniziò con l’invasione russa della Prussia orientale e della Galizia. La prima si concluse con una secca sconfitta delle armate russe nella battaglia di Tannenberg, mentre nella battaglia di Galizia i russi raggiunsero importanti vittorie contro gli austro-ungarici. Ad ovest, il corpo spedizionista russo passò in Francia nel 1915.

Bandiera

12.500.000 uomini mobilitati

uomini mobilitati 12.500.000

morti 1.811.000

feriti 4.950.000

perdite totali 6.761.000 (56%)

Mignatta

La torpedine semovente Rossetti, anche nota come Mignatta, era un mezzo d’assalto semisubacqueo che fu progettato nella prima guerra mondiale dall’ufficiale del Genio navale, ing. Raffaele Rossetti, da cui prese il nome. La Mignatta fu utilizzata nell’Impresa di Pola per affondare la nave di battaglia SMS Viribus Unitis. La torpedine semovente Rossetti era lunga 8 metri e aveva un diametro di 600 mm. Era ideata per trasportare due persone sopra il livello dell’acqua verso l’obiettivo da attaccare, differenziandosi così dal progetto iniziale che prevedeva il trasporto di una sola persona. Le due persone si dovevano sedere a cavalcioni uno dietro l’altro sopra l’apparecchio. In pratica però si preferiva farsi trascinare stando sui due lati e tenendosi a maniglie fissate…

CLASSE:

MIGNATTA

M.A.S.

M.a.s. 96

Il MAS 96 è attualmente una nave museo al Vittoriale degli italiani a Gardone Riviera. Fondamentalmente si tratta di un motoscafo in legno di tipo Orlando da 12 tonnellate di dislocamento, una serie che comprese i MAS dal 91 al 102 e da 218 a 232, in legno con carena a spigolo e 27 nodi circa di velocità di punta; avevano 8 di uomini di equipaggio e armamento costituito generalmente da 2 siluri e alcune bombe di profondità, oltre a una mitragliatrice o a un cannoncino. Questa unità partecipò, con a bordo l’allora capitano di fregata Costanzo Ciano, il comandante Luigi Rizzo e il poeta Gabriele D’Annunzio…

CLASSE:

M.A.S.

M.A.S.

M.a.s. 9

Il MAS 9, assieme al MAS 13, al comando del capitano di corvetta Luigi Rizzo penetrarono nel porto di Trieste e affondarono la corazzata austriaca Wien. Il 10 febbraio 1918 viene tentata quella che passerà alla storia come “beffa di Buccari”. Tre MAS (95, 96 e 94), comandati ancora da Luigi Rizzo, penetrano nella acque del Quarnaro fino alla baia di Buccari, un ancoraggio molto protetto vicino a Fiume dove la ricognizione aerea aveva segnalato dei piroscafi. L’azione fallì perché i siluri, pur colpendo i bersagli, non esplosero: ebbe però un grande risalto per la presenza a bordo…

CLASSE:

M.A.S.

M.A.S.

Argo

Una volta in servizio fu assegnato alla II Squadriglia Sommergibili, basata a La Spezia; svolse attività addestrativa nel Tirreno settentrionale. Il 26 agosto dello stesso anno l’Argo fu mandato ad ostacolare i lavori di recupero del sommergibile Pullino, incagliato e catturato dagli austriaci un mese prima ed affondato durante il rimorchio. L’Argo trovò due pontoni impegnati nel recupero della carcassa del Pullino e diede inizio ad un combattimento in superficie con la torpediniera 50 T ma dovette immergersi ed allontanarsi, uno dei motori diesel si guastò, non prima, però, di aver…

CLASSE:

MEDUSA

SOMMERGIBILE

Kurfürst Friedrich Wilhelm

La SMS Kurfürst Friedrich Wilhelm fu una nave da battaglia pre-dreadnought della Kaiserliche Marine tedesca, appartenente alla classe Brandenburg; entrata in servizio nell’aprile del 1894, dopo essere stata rimodernata fu venduta nel 1910 all’Impero ottomano entrando in servizio con la Osmanlı Donanması sotto il nome di Barbaros Hayreddin. Con i nuovi proprietari la nave prese parte estesamente alla prima guerra balcanica, venendo poi utilizzata anche nelle fasi iniziali della prima guerra mondiale; l’8 agosto 1915 la Barbaros Hayreddin fu affondata nei Dardanelli da un siluro lanciato dal sommergibile britannico E11…

CLASSE:

BRANDENBURG

Arditi ’15/’18

Quella degli arditi fu una specialità dell’arma di fanteria del Regio Esercito italiano durante la prima guerra mondiale.

La specialità, costituita in autonomi reparti d’assalto, fu sciolta nel 1920. Reparti arditi furono ricostituiti durante la seconda guerra mondiale con l’attivazione del 10º Reggimento arditi. Le sue tradizioni militari sono oggi tenute vive dal 9º reggimento paracadutisti Col Moschin. La memoria è mantenuta dall’associazione combattentistica di reduci Arditi d’Italia.

Un’idea anticipatrice dell’Ardito può essere fatta lontanamente risalire al 1914, quando in ogni Reggimento del Regio Esercito venne creato un Gruppo di Esploratori addestrati ad agire dietro le linee nemiche e tagliare il filo spinato di notte, vestiti completamente di nero.

La vulgata popolare vuole riconoscere come antesignani degli Arditi anche i componenti delle cosiddette “Compagnie della morte”, Pattuglie Speciali di Fanteria o del Genio adibite al taglio o al brillamento dei reticolati nemici, facilmente riconoscibili per l’uso di corazze ed elmetti principalmente del tipo “Farina”.

Nel 1916 il Comando Supremo decise di premiare con la qualifica di “militare ardito” chi si fosse distinto per decisione e coraggio, con l’espresso divieto di creare unità speciali. Il distintivo, da portarsi al braccio sinistro, era il monogramma reale VE, ed era pensato esclusivamente come premio e come indicazione del soldato da portare ad esempio. Questa fu tuttavia la genesi nell’immaginario del vocabolo “Ardito”.

Nell’inverno del 1917 vennero sciolti, ricostituiti e riaddestrati arrivando a 22 reparti operativi, per diventare al maggio 1918 di nuovo 27 (più un reparto di marcia per ogni armata), assegnati ai corpi d’armata. In particolare la riorganizzazione prevedeva la normalizzazione dei reparti (portati a 21, e numerati da I a XIII, XVI, XVII, e da XIX a XXIV) con l’invio di ufficiali più dediti alla cura della disciplina. L’organizzazione fu portata da 4 a 3 compagnie, di 150 uomini ciascuna, cui erano associate 3 sezioni autonome di mitragliatrici (Fiat Mod. 14), 6 sezioni autonome di pistole mitragliatrici (mitragliatrici leggere Villar Perosa), 6 sezioni autonome di lanciafiamme, per un totale di 600 uomini circa; le mitragliatrici e le pistole mitragliatrici furono tolte alle compagnie e raccolte in sezioni (contrariamente all’intuizione di Bassi e di Capello), anche se poi queste sezioni per lo più venivano, nella pratica, riassegnate alle compagnie. Inoltre, per snellire i reparti, furono eliminati, almeno temporaneamente i due cannoni da 37 o i due obici da 65/17 che il generale Luigi Capello aveva aggiunto ai reparti Arditi della 2ª Armata.

Pochi mesi dopo il termine della guerra, con la smobilitazione dell’esercito, si decise lo scioglimento dei reparti d’assalto, sia per motivi di riorganizzazione che di politica interna al Regio Esercito.

Gradi ’15/’18

Tabella dei gradi delle forze armate del Regno d’Italia 1915-1918.

Sottufficiali graduati e truppa – Regio Esercito.

Soldato

Caporale

Caporalmaggiore

Sergente

Sergente maggiore

Maresciallo ordinario

Maresciallo capo

Maresciallo maggiore

Aiutante di battaglia

Ufficiali – Regio Esercito

Aspirante

Sottotenente

Tenente

Tenente in comando di compagnia

Capitano

Capitano in comando di battaglione

Primo capitano

Maggiore

Tenente colonnello

Tenente colonnello di battaglione

Colonnello

Colonnello in comando di reggimento

Colonnello in comando di brigata

Brigadier generale

Maggior generale in comando di brigata

Maggior generale in comando di divisione

Tenente generale in comando di divisione

Tenente generale in comando di corpo d’armata

Tenente generale in comando d’armata

Tenente generale capo di stato maggiore esercito

Generale d’esercito

Sottufficiali e comuni – Regia Marina

Comune di 3a classe

Comune di 2a classe

Comune di 1a classe

Sottocapo

Secondo capo

Secondo capo anziano

Capo di 2a classe

Capo di 1a classe

Ufficiali – Regia Marina

Guardiamarina

Sottotenente di vascello

Tenente di vascello

Capitano di corvetta

Capitano di fregata

Capitano di vascello

Sottoammiraglio

Contrammiraglio

Viceammiraglio

Ammiraglio

Raffaele Rossetti

IL PROTAGONISTA DEL LIBRO

Se stesso.

L’ISPIRATORE DEL PERSONAGGIO

Raffaele Rossetti.

Primo ideatore dei mezzi speciali insidiosi, Rossetti si era già dedicato con intelligenza e costanza alla creazione ed al perfezionamento di una speciale torpedine, con scoppio regolato a tempo da applicarsi alla chiglia della nave nemica mediante l’azione di un nuotatore.

L’ordigno, chiamato anche “mignatta”, fu personalmente impiegato dal suo ideatore, coadiuvato nell’impresa dal Tenente Medico Raffaele Paolucci, per l’azione di guerra del 1º novembre 1918 nella base navale austriaca di Pola.

fonte: wikipedia

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