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Il nostro podcast gratuito audio/video “Una persona qualunque” racchiude le gesta delle persone “qualunque” alla nascita che hanno creato l’Italia a loro modo o che sono stati coinvolti nel periodo bellico della prima grande guerra mondiale e negli anni immediatamente vicini.

100 nomi conosciuti e sconosciuti che hanno comunque lasciato un graffio su di una pagina della nostra storia.

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Joseph Innerkofler, detto “Sepp”, nel 1914, all’età di 49 anni, non fu arruolato perché considerato troppo anziano. Quando nel maggio 1915 le battaglie tra Austria-Ungheria e Italia si avvicinarono alle sue montagne, si offrì volontario negli Standschützen, unità di tiratori scelti. Operò nel “V° Rayon” come parte della «Pattuglia volante», insieme a guide alpine locali, difendendo il territorio vicino alla propria comunità.

In questo episodio raccontiamo le storie di tre agenti segreti donne della Prima Guerra Mondiale: Sarah, Gabrielle e Marthe. Sarah sovraintendeva le operazioni di spionaggio e passava informazioni agli agenti britannici. Gabrielle lavorò per la Croce Rossa belga e riuscì a raggiungere i Paesi Bassi attraversando la frontiera. Marthe contribuì alla fondazione dell’Unione Patriottica delle Aviatrici francesi nel 1916, distinguendosi per coraggio e determinazione.

Negli anni della Prima Guerra Mondiale, gli alpini elaborarono canzoni oggi celebri nei canti di montagna, come Tapum, il cui titolo e ritornello imitano i rumori dei fucili: “TA” l’innesto della pallottola, “PUM” lo sparo dei fucili Steyr Mannlicher m1895 austro-ungarici. Nel 53° episodio del podcast, in occasione del primo anno, celebriamo la musica della guerra, omaggiando tradizione e storia militare.

Alfred Bigland convinse il War Office a ridurre l’altezza minima per le reclute inglesi, permettendo la formazione dei “battaglioni Bantam”. Queste unità erano composte da uomini di bassa statura, provenienti da aree industriali e minerarie dove la corporatura ridotta non era un limite. Il nome deriva dalla città di Bantam, in Indonesia, famosa per una razza di polli combattivi e grintosi, simbolo dello spirito delle nuove reclute.

Durante e dopo la Prima Guerra Mondiale migliaia di soldati svilupparono gravi disturbi mentali. All’epoca non si comprendeva che il conflitto fosse la causa principale; una corrente di pensiero ottocentesca attribuiva le patologie psichiatriche a degenerazioni del sistema nervoso dovute a fattori esterni. Molti furono internati nei manicomi o curati privatamente, e la popolazione li soprannominò spregiativamente «scemi di guerra».

Speciale Room 40 1/2

L’8 aprile 1903 il Times annunciò la nomina di Ewing a Direttore dell’Istruzione Navale a Greenwich. All’inizio della Prima Guerra Mondiale, Regno Unito e Germania non avevano strutture stabili per intercettare o decifrare i messaggi radio nemici. Considerata la brevità presunta del conflitto, la formazione di personale esperto non era prioritaria; a Ewing fu quindi affidato il compito di costituire un gruppo fidato per gestire la decodifica.

Speciale Room 40 2/2

Il telegramma Zimmermann, inviato il 16 gennaio 1917 dal Ministro degli Esteri tedesco Arthur Zimmermann all’ambasciatore Heinrich von Eckardt in Messico, fu decrittato da William Hall e consegnato all’ambasciatore statunitense Walter Page a Londra. Conteneva proposte di alleanza tra Germania e Messico, suggerendo che il Messico si unisse alla Germania se gli Stati Uniti avessero abbandonato la neutralità, minacciando implicazioni diplomatiche e militari.

Felix von Eleda trascorse oltre un anno sulla linea del Nozzolo e del Cadria, principalmente in difesa. Dopo il ricovero del capitano Feigl, dal 28 novembre 1915 dovette guidare da solo i suoi uomini. Presidiava il Cavento contro il colonnello italiano Quintino Ronchi, noto per il motto «la parola impossibile non esiste». Le mitragliatrici falciavano le truppe, con una scarica capace di annientare un intero plotone in pochi secondi.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, il sedicenne Curzio Malaparte decise di partire volontario insieme al fratello Alessandro. Poiché l’Italia era neutrale, si arruolò nella Legione Garibaldina, poi integrata nella Legione straniera francese. Nel 1915, con l’ingresso dell’Italia nel conflitto, Curt Suckert, vero nome di Malaparte, divenne fante e poi sottotenente nel Regio Esercito, combattendo sul Col di Lana e in Francia con la Brigata “Cacciatori delle Alpi”, guadagnandosi una medaglia di bronzo al valore militare.

Fräulein Doktor fu il soprannome di una spia tedesca durante la prima guerra mondiale, organizzatrice di una vasta rete volta a raccogliere informazioni sulla flotta inglese. Non era un agente sul campo, ma una stratega dell’intelligence. Gertrude Bell, nata il 14 luglio 1868 a Washington New Hall, lavorò a Baghdad nell’alto commissariato britannico fino alla morte, venendo chiamata dagli iracheni “al-Khatun” e considerata la «regina senza corona d’Iraq».

Speciale Baracca 1/2

Francesco Baracca, affascinato dall’aviazione, passò dalla cavalleria all’aeronautica nel 1912 e conseguì il brevetto di pilota numero 1037 a Bétheny, in Francia. Decorato con la medaglia d’argento al valor militare, ottenne la prima vittoria ufficiale dell’aviazione italiana. Dopo trentaquattro successi in sessantatré combattimenti, il 19 giugno decollò con il suo SPAD S.VII di riserva per la quarta missione della giornata, dimostrando coraggio e abilità senza pari.

Speciale Baracca 2/2

Francesco Baracca fece dipingere sulla fiancata sinistra del suo velivolo il cavallino rampante, mentre a destra compariva l’insegna della 91ª Squadriglia. Il simbolo, avvolto in un piccolo mistero sulle sue origini e colore, divenne leggendario. Nel 1923, la madre di Baracca autorizzò Enzo Ferrari a utilizzarlo sulle sue auto, dicendo: «Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante di mio figlio. Le porterà fortuna».

Allo scoppio della prima guerra mondiale, Paul von Hindenburg ottenne importanti vittorie contro l’esercito russo a Tannenberg e ai Laghi Masuri nel 1914. Pur non decisive, queste battaglie fermarono l’invasione russa e conferirono grande fama a Hindenburg in Germania. Negli anni successivi, insieme al suo collaboratore Erich Ludendorff, acquisì crescente influenza sulla condotta militare e politica del Reich, diventando figura centrale del Paese.

Nell’aprile 1913, Archibald Christie fu assegnato al Royal Flying Corps come ufficiale di volo, ma problemi di sinusite lo portarono a diventare ufficiale di trasporto. Durante il servizio con lo squadrone n°3 a Larkhill, Archie e Agatha Miller si innamorarono rapidamente. Quando Christie fu trasferito a Farnborough, le chiese di sposarlo. La vigilia di Natale 1914, poco dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, si celebrarono le nozze, e Agatha Miller divenne Agatha Christie.

Pietro Badoglio guidò il XXVII Corpo d’armata durante la disfatta di Caporetto, sull’ala sinistra della 2ª Armata, resistendo all’invasione austro-tedesca. Nel 1922, alla vigilia della marcia su Roma, consigliò al Re che la dimostrazione fascista si sarebbe dispersa al primo colpo di arma da fuoco e richiese poteri straordinari, non concessi. Il 25 luglio 1943, Vittorio Emanuele III lo incaricò di formare il nuovo governo.

Speciale Ufficiali fucilatori 1/3

Apriamo una serie dedicata agli ufficiali italiani più spietati della Prima guerra mondiale, uomini che mostrarono più crudeltà verso i propri soldati che verso il nemico. Sotto la guida di Cadorna, il maggiore Melchiorri ordinò fucilazioni straordinarie per punire presunti ammutinamenti, anche quando i soldati cercavano semplicemente riparo dai colpi di artiglieria. La divisa e il comando proteggevano la loro impunità, mentre vite innocenti venivano stroncate senza pietà.

Speciale Ufficiali fucilatori 2/3

Dopo il caso Melchiorri, il 15 luglio 1917 scoppiò la ribellione più grave della guerra: l’intera Brigata Catanzaro si ammutinò, sparando contro baracche e ufficiali. Ci vollero carabinieri, cavalleggeri e una sezione d’artiglieria per sedare la rivolta; al mattino si contarono tre ufficiali e quattro carabinieri morti. Successivamente, il generale Andrea Graziani, noto per la sua crudeltà, ordinò esecuzioni tra soldati e civili lungo la strada statale.

Speciale Ufficiali fucilatori 3/3

Concludiamo la serie sugli ufficiali fucilatori rendendo giustizia a soldati ingiustamente etichettati come disertori. Solo nel 2021 alcuni, come Silvio Gaetano Ortis, Basilio Matiz e Giovanni Battista Coradazzi, sono stati riabilitati come eroi. Durante la Prima guerra mondiale, 4.028 soldati italiani furono condannati a morte, 2.967 in contumacia; dei 750 fucilati per mano amica, molti restarono vittime di ingiustizie burocratiche e dimenticate per decenni.

Frank Luke ottenne 19 vittorie aeree, secondo solo a Eddie Rickenbacker, e ricevette una Medaglia d’Onore e due Croci al Merito di Guerra. Joseph Frank Wehner registrò un abbattimento e fu decorato con Croce al Merito e Distinguished Service Cross con Oak Leaf Cluster. Hantlemann concluse la guerra con 25 vittorie confermate sul Fokker D.VII, guadagnandosi la Croce di Ferro di Prima Classe e l’Ordine della Casa Reale di Hohenzollern.

Erich von Falkenhayn succedette a Moltke come capo di Stato Maggiore dopo la disastrosa battaglia della Marna, svoltasi tra i fiumi Marna e Ourcq a est di Parigi, nelle prime fasi della Grande Guerra. La spinta tedesca si indebolì progressivamente, costringendo lo Stato Maggiore alla difensiva. Nonostante i contrattacchi francesi tra il 12 e il 16 dicembre 1916 a Douaumont, Vaux, Louvemont e Bezonvaux, la battaglia non modificò sostanzialmente le linee.

Speciale SPIE – 1/4

Thomas Lawrence fu assunto come consigliere militare dal futuro re Fayṣal per guidare la rivolta araba, guadagnandosi il soprannome di “Lawrence d’Arabia”. Morì in un misterioso incidente stradale in moto il 19 maggio, ufficialmente per evitare due bambini, ma le circostanze non furono mai chiarite. Rimase in coma per alcuni giorni e ricevette funerali di Stato, seppellendo con sé molti dei segreti della sua vita e delle sue imprese.

Speciale SPIE – 2/4

Alfred Redl fu una spia austriaca che, dal 1903 fino alla sua morte nel 1913, lavorò segretamente per la Russia, poco prima della Prima guerra mondiale. I motivi del suo tradimento rimangono oscuri, e non poté mai raccontarli, essendo costretto al suicidio dopo essere stato scoperto. Reclutato dall’addetto militare russo Marčenko, Redl era considerato insidioso, cinico, furbo e seducente, con eccellenti doti mnemoniche e senso del dovere.

Speciale SPIE – 3/4

Paul-Marie Bolo collaborò con lo spionaggio austro-tedesco nel sud della Francia grazie a Emil Jellinek, console onorario e creatore della Mercedes. Prima della guerra tra Francia e Germania, Jellinek lo introdusse nella rete, trasformandolo in agente. Il 29 settembre 1917 Bolo fu arrestato a Parigi, accusato di usare fondi tedeschi per comprare giornali francesi e diffondere sentimenti pacifisti, ma i tedeschi lo denunciarono per aver chiesto il doppio del necessario.

Speciale SPIE – 4/4

Concludiamo la serie sulle spie maschili della prima guerra mondiale tornando in Italia. Tra agenti italiani di alto livello, emerge la storia di una spia straordinaria: fu il primo a imparare a volare e si infiltrò dietro le linee nemiche con un metodo rivoluzionario. Lanciandosi nel vuoto da un aereo, divenne il primo paracadutista italiano, unendo audacia, innovazione e spirito d’avventura al servizio dello spionaggio militare.

Il 20 maggio 1916 iniziò la costruzione dell’UB-65, sommergibile tedesco della Classe Type III, armato con dieci siluri e con un equipaggio di circa trenta uomini. Durante la costruzione, la sorte si rivelò crudele: una trave cadde sulla chiglia uccidendo due operai, e poco dopo un’esplosione in sala macchine causò altri tre decessi. Per i marinai, questi incidenti preannunciavano un destino incerto e funesto.