Alfred Ewing – Telegramma Zimmermann

S:3 – Ep.57

Nell’episodio precedente abbiamo raccontato come Alfred Ewing, assieme ad un semi-improvvisato gruppo di appassionati ed esperti, grazie anche ad un codice di cifratura e codifica acquisita dalla marina russa, fosse riuscito a decifrare il “Libro dei segnali della Marina imperiale” meglio conosciuto come SKM e come poi fossero riusciti, in base a quello, a fare lo stesso lavoro con il codice che lo sostituì, il FFB, ma i prussiani non avevano creato solamente quelli.

Il secondo più importante codice per le comunicazioni navali utilizzato dai tedeschi cadde parimenti in mano ai britannici molto presto nel conflitto, l’11 agosto 1914; le autorità australiane catturarono il mercantile tedesco Hobart mentre era all’ancora nella baia di Port Phillip vicino a Melbourne: lo Hobart non aveva ricevuto notizia dello scoppio del conflitto e una squadra d’abbordaggio australiana riuscì a salire a bordo indisturbata con la scusa di una ispezione di quarantena.

Il capitano del mercantile fu posto sotto sorveglianza perché scoperto nottetempo mentre cercava di nascondere alcuni documenti, gli australiani misero quindi le mani sul Handelsverkehrsbuch (HVB), il libro codice impiegato dalla marina tedesca per comunicare con la sua flotta di mercantili e utilizzato anche dalla Hochseeflotte; la notizia del ritrovamento non raggiunse Londra fino al 9 settembre seguente e una copia del testo arrivò materialmente nel Regno Unito solo alla fine di ottobre.

Il HVB fu inizialmente assegnato nel 1913 a tutte le navi da guerra dotate di radio, ai comandi navali e alle stazioni costiere; fu inoltre assegnato anche agli uffici direttivi delle diciotto compagnie di navigazione della Germania per le comunicazioni via radio con i loro mercantili in mare.

Il codice era impiegato in particolare dalle forze leggere come le unità di pattuglia e per compiti di routine come le manovre di entrata e uscita dai porti; fu poi adottato anche dagli U-boot ma con una chiave di cifratura più complessa; tuttavia, le complicanze del loro essere in mare per lunghi periodi faceva sì che i codici fossero modificati mentre erano lontani e molto spesso i messaggi dovevano essere ripetuti con la vecchia chiave, fornendo quindi informazioni immediate su quella nuova.

Lo HVB fu rimpiazzato nel 1916 dall’Allgemeinefunkspruchbuch (AFB), unitamente all’introduzione di un nuovo metodo di cifratura, i britannici ottennero una buona comprensione della nuova cifratura da trasmissioni di prova fatte prima della sua introduzione ufficiale: una copia del libro fu rinvenuta poi sul relitto di uno Zeppelin abbattuto, seguita da altri esemplari catturati su U-boot affondati.

Un terzo libro codice dei tedeschi fu rinvenuto dai britannici al termine della battaglia al largo di Texel del 17 ottobre 1914, quattro cacciatorpediniere tedeschi furono intercettati al largo dell’isola nel Mare del Nord da una formazione navale britannica e tutti affondati al termine di un duro scontro; il 30 novembre un peschereccio britannico, al lavoro nella zona, rinvenne una cassa sigillata gettata in mare dal comandante della flottiglia tedesca, il capitano di corvetta Georg Thiele del cacciatorpediniere S119, perito nello scontro: la cassa conteneva una copia del Verkehrsbuch (VB), un libro codice normalmente usato dagli ufficiali comandanti della marina tedesca.

Il codice VB era utilizzato nelle comunicazioni via cavo transnazionali con gli addetti navali presso le ambasciate e i consolati all’estero, ma era utilizzato anche dagli ufficiali anziani come codice alternativo di codifica dei propri messaggi.

La sua cattura rappresentò un importante successo per i britannici, che ebbero così modo di decodificare le comunicazioni tra Berlino e i suoi addetti navali nelle ambasciate in Paesi neutrali, a Madrid, Washington, Buenos Aires e Pechino.

Nel 1917 gli addetti navali passarono a un nuovo codice, ma nonostante solo 70 messaggi basati su di esso fossero stati intercettati, anch’esso fu violato dagli specialisti britannici; il VB rimase comunque in uso per tutta la durata della guerra: più volte ricifrato, fu ripetutamente violato nel giro di pochi giorni.

All’inizio del novembre 1914 il capitano William Hall sostituì nella carica di direttore dell’intelligence navale britannica l’ammiraglio Oliver, trasferito alla segreteria del primo lord dell’ammiragliato; Hall era stato il comandante dell’incrociatore da battaglia Queen Mary, ma aveva dovuto rinunciare al suo incarico a causa della sua salute malferma: a dispetto della natura accidentale della sua nomina, il capitano si rivelò comunque un eccellente direttore dell’intelligence navale.

Il telegramma Zimmermann fu un documento inviato via telegrafo il 16 gennaio 1917, al culmine della prima guerra mondiale, dal Ministro degli Esteri dell’Impero tedesco Arthur Zimmermann all’ambasciatore tedesco in Messico Heinrich von Eckardt; venne decrittato da William Hall che lo consegnò all’ambasciatore statunitense a Londra Walter Page.

Il messaggio di Zimmermann comprendeva proposte per un’alleanza tedesca con il Messico mentre la Germania avrebbe cercato di mantenere la neutralità con gli Stati Uniti, e se questa politica avesse dovuto fallire, veniva suggerito nel messaggio, il governo messicano avrebbe dovuto fare causa comune con la Germania, cercando di persuadere il governo giapponese ad unirsi alla nuova alleanza ed attaccare congiunti gli USA.

La Germania da parte sua prometteva supporto economico e la restituzione al Messico degli ex-territori di Texas, Nuovo Messico e Arizona, persi durante la guerra messico-statunitense del 1846-1848.

Un generale incaricato dal presidente messicano Venustiano Carranza, valutò le reali possibilità di una conquista delle ex-province del Texas, dell’Arizona e del Nuovo Messico, e giunse alla conclusione che la cosa non avrebbe funzionato.

Occupare i tre stati avrebbe con tutta probabilità causato futuri problemi e la guerra con gli USA; il Messico non sarebbe stato inoltre in grado di accogliere una numerosa popolazione di discendenza inglese all’interno dei suoi confini e la Germania non sarebbe stata in grado di fornire gli armamenti necessari per le ostilità che sarebbero sicuramente sorte.

Il telegramma venne intercettato e decifrato in maniera sufficiente a comprenderne il senso dai decifratori della Marina Militare britannica denominata Room 40, comandata da Hall e il governo britannico, che voleva rendere pubblico il telegramma incriminante, si trovò ad affrontare un dilemma: se avesse prodotto apertamente il telegramma i tedeschi avrebbero sospettato che il loro codice era stato decifrato; se non lo avesse fatto, avrebbe perso un’opportunità promettente di trascinare gli Stati Uniti nel conflitto.

Ci fu anche un ulteriore problema, i britannici non potevano nemmeno mostrarlo in via confidenziale al governo statunitense a causa della sua importanza, il messaggio era stato inviato da Berlino all’ambasciatore tedesco a Washington, il Conte Johann von Bernstorff, per inoltrare la trasmissione all’ambasciatore in Messico attraverso tre strade diverse.

I britannici lo avevano ottenuto da una di queste, gli statunitensi avevano dato accesso alla Germania alle loro linee telegrafiche private diplomatiche nel tentativo di incoraggiare l’iniziativa di pace del presidente Wilson, il cavo telegrafico andava dall’ambasciata statunitense di Berlino fino a Copenaghen, e da lì via cavo sottomarino negli USA, passando dalla Gran Bretagna (dove veniva tenuto sotto controllo).

Per i britannici, rivelare la fonte del telegramma agli USA avrebbe anche significato ammettere che stavano intercettando le comunicazioni diplomatiche statunitensi, così il governo britannico insinuò che l’ambasciata tedesca a Washington avesse inviato il messaggio all’ambasciata in Messico attraverso il sistema telegrafico commerciale e quindi ne doveva esistere una copia all’ufficio telegrafico pubblico di Città del Messico.

Se potevano ottenerne una copia, potevano passarla al governo statunitense dichiarando che l’avevano scoperta grazie allo spionaggio in Messico, a questo scopo contattarono un agente britannico in Messico, noto solo come Mr. H., che riuscì ad ottenerne una copia.

Per la gioia dei decifratori britannici, il messaggio era stato inviato da Washington nel Messico utilizzando il vecchio cifrario e poté quindi essere decifrato completamente, il telegramma venne consegnato dall’ammiraglio Hall al Ministro degli Esteri britannico, Arthur James Balfour, che a sua volta contattò l’ambasciatore statunitense a Londra, Walter Page, e gli consegnò il telegramma il 21 febbraio.

Due giorni dopo quest’ultimo lo consegnò al presidente statunitense Woodrow Wilson, Wilson rispose chiedendo al Congresso di armare le navi americane, così che potessero difendersi dai potenziali attacchi sottomarini dei tedeschi.

Il sentimento popolare negli Stati Uniti a quell’epoca era generalmente anti-messicano ed antitedesco, il generale John J. Pershing aveva per lungo tempo dato la caccia al bandito-rivoluzionario Pancho Villa, che aveva compiuto diverse incursioni oltre confine.

Questa era una grossa spesa per il governo statunitense, e Wilson era incline a interrompere la ricerca fino a quando in Messico non si fossero tenute nuove elezioni, insediato un nuovo governo, e promulgata una nuova costituzione, la notizia del telegramma esacerbò la tensione tra USA e Messico, poiché un tale trattato, se in vigore, avrebbe ostacolato l’elezione di un nuovo governo messicano più amichevole nei confronti degli interessi statunitensi.

La pubblicazione del telegramma Zimmermann è generalmente accreditata come l’evento scatenante che portò gli americani nella Grande Guerra, di fatti pochi giorni dopo, il 2 aprile 1917, Wilson chiese al Congresso di dichiarare guerra alla Germania e il 6 aprile il Congresso votò l’ingresso degli Stati Uniti nella grande guerra.

Per la cronaca, il presidente messicano Venustiano Carranza declinò la proposta di Zimmermann il 14 aprile 1917, ma gli USA avevano già dichiarato guerra alla Germania.
Nel maggio 1916 Alfred Ewing, colui che iniziò tutto questo, accettò l’invito a diventare preside dell’Università di Edimburgo, nel corso del quale istituì una vasta serie di riforme efficaci e che mantenne fino al suo pensionamento nel 1929.

29 Nel 1927 tenne una conferenza all’Edinburgh Philosophical Institution che conteneva la prima divulgazione semi-ufficiale del lavoro svolto dalla Room 40.

Ma questa, è un’altra storia.

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