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Paul von Hindenburg è una persona qualunque.

Hindenburg nacque a Posen, l’odierna Poznań, in Polonia, nell’allora Regno di Prussia nel 1847, figlio dell’aristocratico prussiano Robert von Beneckendorff und von Hindenburg e della moglie Luise.
Gli Hindenburg erano discendenti di Martin Lutero, iniziatore della riforma protestante, e di sua moglie Katharina von Bora, educarono Paul alla scuola per cadetti di Wahlstatte e alla scuola per cadetti di Berlino, combatté nella battaglia di Sadowa del 1866 e nella guerra franco-prussiana del 1870-1871.
Nel 1903 venne promosso generale; nel 1911 si ritirò con il grado di generale di corpo d’armata, ma in realtà era stato allontanato dal servizio attivo perché, durante lo svolgimento di una manovra, s’era permesso di far prigioniero il Kaiser con tutte le sue truppe, mettendo in evidenza le sue virtù strategiche ma allo stesso tempo inimicandosi tutto lo Stato Maggiore dell’esercito.
Richiamato allo scoppio della prima guerra mondiale, fu vittorioso nella battaglia di Tannenberg e in quella dei Laghi Masuri nel 1914 contro l’esercito russo, gran parte del merito di queste vittorie appartiene al colonnello Max Hoffmann, che riconobbe l’importanza della falla nella sicurezza delle comunicazioni radio dei russi.
Queste battaglie furono facilitate dal fatto che con un codice di cifratura semplice e rapidamente decodificato, vennero inviate informazioni sufficienti a permettere all’esercito tedesco presente nell’area guidato da Ludendorff e Hindenburg, di conoscere dove e quando si sarebbero trovate le truppe russe.
La battaglia di Tannenberg fu il primo grande scontro della prima guerra mondiale sul fronte orientale; svoltasi fra il 26 e il 30 agosto 1914, si concluse con una completa vittoria delle forze tedesche che, guidate dal generale Paul von Hindenburg, accerchiò, dopo alcuni momenti di difficoltà, le truppe russe che erano avanzate in Prussia Orientale.
La battaglia dei laghi Masuri fu uno scontro svoltosi sempre sul fronte orientale, fu combattuta fra il 7 e il 14 settembre 1914 e vide l’esercito tedesco, guidato sempre da Paul von Hindenburg e dal suo abile capo di stato maggiore Erich Ludendorff, sconfiggere nuovamente quello russo, guidato dal generale Paul von Rennenkampf.
Queste due vittorie, pur non decisive, permisero all’esercito tedesco di fermare l’invasione russa e soprattutto diede grande fama in Germania al generale von Hindenburg che negli anni successivi avrebbe raggiunto, sempre insieme al suo collaboratore Erich Ludendorff, una grande influenza sulla condotta militare e politica del Reich.
Alla fine del 1916 Hindenburg fu nominato Capo di Stato Maggiore in sostituzione di Erich von Falkenhayn, anche se il vero potere era esercitato dal suo onnipresente vice, Erich Ludendorff, e seguendo i suoi suggerimenti, nel 1917, Hindenburg diede ordine di riprendere la guerra sottomarina indiscriminata, nota come battaglia dell’Atlantico, provocando il 6 aprile l’ingresso degli Stati Uniti d’America nel conflitto mondiale al fianco della Triplice intesa.
La battaglia dell’Atlantico fu incentrata principalmente sugli attacchi dei sommergibili al traffico mercantile alleato, e fu, durante la prima guerra mondiale, il confronto più importante e protratto nel tempo tra la marina inglese e statunitense da un lato e la marina tedesca dall’altro.
Tali vicende si inserirono in un contesto più ampio relativo ai vari confronti avvenuti in mare tra la Triplice intesa e gli Imperi centrali, fra i quali vanno certamente citate la battaglia di Coronel, la battaglia di Dogger Bank, la prima battaglia delle Falkland e la battaglia dello Jutland.
Dopo la battaglia dello Jutland l’ammiraglio Scheer arrivò alla conclusione, trasmessa al Kaiser attraverso un rapporto, che l’unica possibilità di vittoria fosse legata alla guerra sottomarina.
Pertanto, sia prima che dopo l’entrata in guerra degli Stati Uniti, il confronto nell’Atlantico avvenne dapprima con la caccia ai mercantili isolati e, successivamente, gli Alleati rimisero in atto il sistema dei convogli, con una forte scorta di unità di superficie; vennero quindi create varie classi di unità specializzate nella lotta antisommergibili come i Submarine chaser statunitensi, prodotti in serie attraverso metodologie che coinvolsero anche specialisti di altri settori come Henry Ford.
Ancora nel 1917 e ancora insieme a Ludendorff, il generale realizzò la Linea Hindenburg, la Siegfried Stellung, un vasto sistema difensivo che si estendeva nel nordest della Francia per quasi 160 chilometri di lunghezza, con una profondità variabile da 6 a 10 chilometri.
Costituita da tre linee successive, linea avanzata, linea dei rincalzi e linea della riserva, collegava villaggi, boschi e corsi d’acqua con un sistema di postazioni fortificate, trincee e camminamenti.
Ritenuta inespugnabile, fu sfondata dagli Alleati durante l’offensiva dei cento giorni, che fu l’offensiva finale della prima guerra mondiale condotta dagli Alleati contro le forze degli Imperi Centrali stanziate lungo il fronte occidentale.
Condotta dall’8 agosto all’11 novembre 1918, l’offensiva ebbe un ruolo determinante nell’accelerare il cedimento militare delle forze tedesche, preludio all’armistizio e alla fine della Grande Guerra, al prezzo, però, di pesanti perdite di uomini e materiali.
Subito dopo la fine della guerra, nel 1918, Hindenburg si ritirò nuovamente dall’esercito e iniziò la carriera politica durante il periodo turbolento della Repubblica di Weimar e nel febbraio 1925 il presidente del Reich, il socialdemocratico Friedrich Ebert, morì prima della scadenza del suo mandato.
Le elezioni presidenziali si tennero in una situazione politica ancora condizionata dalla crisi della Ruhr e dalla grande inflazione del 1923, nelle doppie elezioni politiche di maggio e di dicembre 1924 gli elettori avevano confermato lo spostamento verso destra che si era manifestato fin da quelle del giugno 1920, premiando i nazionalisti.
Il candidato naturale sarebbe stato Erich Ludendorff, ma l’ex subalterno di Hindenburg pagò l’appoggio che aveva dato al tentativo di colpo di Stato fallito da Adolf Hitler nel novembre 1923 a Monaco di Baviera, la scelta cadde allora sullo stesso Hindenburg, che dovette la sua elezione all’antagonismo tra i partiti della sinistra.
Il Piano Dawes del 1924 aveva subordinato il ritmo dei pagamenti delle riparazioni di guerra stabilite con il Trattato di Versailles del 1919 alla loro sostenibilità e aveva favorito l’afflusso di capitali stranieri.
La grande crisi causò un’ondata di disoccupazione, che divenne terreno fertile per la propaganda nazista diretta da Joseph Goebbels, l’inefficacia della politica economica del cancelliere Heinrich Brüning suscitò il timore che l’inflazione del 1923 potesse ripetersi contribuendo a trasformare il Partito Nazista in un partito di massa.
Al termine del mandato settennale, Hindenburg, che soffriva di saltuarie crisi di senilità, venne persuaso a ripresentarsi alle elezioni presidenziali della primavera del 1932 come unico candidato in grado di bloccare l’ascesa di Adolf Hitler.
Quello che era stato il presidente dell’opposizione nazionalista divenne il candidato dei partiti democratici, inclusi i socialdemocratici, e di quella parte della burocrazia, dell’esercito e dei ceti medi che erano favorevoli a una svolta autoritaria, ma diffidavano dei nazisti.
Hindenburg in effetti sconfisse Hitler nella corsa alla presidenza, ottenendo al ballottaggio il 53% dei suffragi contro il 37% di questi e il 10% di Thälmann; ma nelle elezioni politiche del luglio 1932 lo NSDAP ottenne 230 seggi, che ne fecero il primo partito in un Reichstag frammentato.
I cancellieri nominati da Hindenburg nel tentativo di ostacolare l’ascesa di Adolf Hitler, Franz von Papen e Kurt von Schleicher, perseguendo strategie diverse, non riuscirono a dare una maggioranza parlamentare ai rispettivi governi che prescindesse da Hitler, il quale da parte sua non era disponibile a entrare in nessun governo di cui non fosse alla guida, egli citava l’esempio dell’Italia, dove il re aveva ceduto a Benito Mussolini tutto il potere.
Di fronte all’acuirsi della crisi economica e della violenza politica, Hindenburg si lasciò convincere da ambienti conservatori, capeggiati dallo stesso von Papen, che l’ingresso dello NSDAP in una coalizione di governo controllata dal Partito Popolare Nazionale Tedesco (DNVP) avrebbe permesso la formazione di un’efficiente maggioranza parlamentare e favorito l’integrazione del nazismo nell’ordine repubblicano.
Nel 1933, pur titubante, Hindenburg nominò Hitler cancelliere del Reich in un governo in cui von Papen ricopriva la carica di vice cancelliere, la sera dell’insediamento di Hitler, i sostenitori del partito nazista marciarono per ordine di Hitler sotto gli occhi di Hindenburg.
In un quadro di formale legittimità costituzionale e con il consenso di Hindenburg, il nazismo attuò la trasformazione della Repubblica di Weimar nel Terzo Reich lasciando Hindenburg in carica fino alla sua morte, avvenuta il 2 agosto 1934 nella sua casa di Neudeck, nella Prussia Orientale, due mesi esatti prima del suo ottantasettesimo compleanno.
Dopo la morte di Hindenburg, Hitler dichiarò permanentemente vacante la carica di presidente del Reich, fondendola di fatto con quella di cancelliere, sotto il titolo di Führer und Reichskanzler (Führer e cancelliere del Reich), rendendo se stesso capo di Stato e capo di governo della Germania.
Il 19 agosto 1934 Hitler fece svolgere un referendum per legittimare questa sua mossa, Hindenburg fu quindi l’ultimo presidente del Reich fino al 30 aprile 1945, quando dopo il suicidio di Hitler la carica venne assunta da Karl Dönitz, come lo stesso Führer aveva disposto nel suo testamento.
LZ 129 Hindenburg, un dirigibile Zeppelin tedesco costruito all’inizio degli anni 30, fu chiamato così in onore del presidente della Repubblica di Weimar, Paul von Hindenburg, ed è ancora oggi il più grande oggetto volante mai costruito assieme al gemello LZ 130 Graf Zeppelin II, con i suoi 246,7 metri di lunghezza ed un diametro di 41,2 metri.
Ma questa, è un’altra storia.

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