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Hugo Ferdinand Boss e Gabrielle Bonheur Chanel sono persone qualunque.

La tragedia della prima guerra mondiale determinò la fine della Belle époque, la vita quotidiana di tutti i paesi coinvolti in quel terribile conflitto venne sconvolta, e con essa cambiarono improvvisamente e radicalmente anche la moda e i costumi sociali.
Ogni ostentazione di lusso ed eleganza raffinata divenne fuori luogo o addirittura offensiva rispetto alla mondanità della Belle époque, necessità ben più urgenti occupavano ora la vita delle persone e divenne fondamentale seguire uno stile di vita più sobrio e rigoroso.
Negli anni della guerra la pesante situazione generale e la scarsità di materiali disponibili portarono la moda a piegarsi ad uno stile più severo, verso nuove esigenze di praticità ed economia, a prediligere pochissimi colori con prevalenza di tinte scure.
Gli abiti edoardiani, quelli che si portavano in Inghilterra durante il regno di Edoardo VII, vennero accorciati e i corsetti furono sostituiti con i più comodi reggiseni, grazie al francese Paul Poiret che lo inventò e spesso le donne indossavano anche pantaloni e completi, si tagliarono i capelli, alcune se li rasero, tanto che nel 1915 l’azienda Gillette mise in commercio la prima confezione di rasoi femminili.
Hugo Ferdinand Boss nacque a Metzingen, era il più giovane dei cinque figli di Luise Münzenmayer ed Heinrich Boss.
Fece un apprendistato come mercante, completò il servizio militare obbligatorio dal 1903 al 1905 e lavorò in una fabbrica di tessitura a Costanza, i genitori di Hugo possedevano un negozio di lingerie e lino a Metzingen, solo uno dei suoi 4 fratelli sopravvisse all’infanzia e Boss, seppure fosse il più giovane, venne scelto come l’erede del commercio di famiglia nel 1908.
In quell’anno, sposò anche Anna Katharina Freysinger da cui ebbe una figlia ma poi scoppiò la prima guerra mondiale e Boss, nel 1914, fu mobilitato nell’esercito e prestò servizio con il grado di caporale, non si sa molto di quel periodo, probabilmente è stato dislocato sul fronte occidentale come la maggior parte dei soldati provenienti dalla regione del Baden-Württemberg.
Hugo Boss nel 1923 fondò nella sua Metzingen, cittadina a sud di Stoccarda, un’azienda tessile a cui diede il suo nome, produceva maglie e giacche e poi abiti da lavoro, abbigliamento sportivo e impermeabili, originariamente impiegò 30 lavoratori.
Ma gli affari non decollarono, anche a causa della congiuntura economica della Germania degli anni venti, e nel 1930 dichiarò bancarotta, rifondò successivamente la compagnia anche grazie all’aiuto del partito nazista a cui aveva da poco aderito, così raggiunse un accordo con i suoi creditori che gli lasciarono alcune macchine per riprendere il suo lavoro.
La prima grande commissione dell’azienda fu per Rudolf Burn, un distributore tessile che approvvigionava abbigliamento per il partito socialista nazionale, il marchio Hugo Boss iniziò a produrre le uniformi nere insieme alle camicie brune delle SA e le uniformi nere e marroni della gioventù hitleriana; durante quegli anni, Boss pubblicizzò il suo business come ‘produttore dell’abbigliamento del Partito dal 1924’.
Hugo Boss aveva aderito al Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori nel 1931, due anni prima dell’avvento di Adolf Hitler al potere ed entro il terzo trimestre del 1932 l’uniforme nera delle SS, per sostituire le camicie brune delle SA, fu progettata dal SS-Oberführer prof. Karl Diebitsch e da Walter Heck (graphic designer), che non avevano alcuna affiliazione con la società di Boss.
Nel 1938, l’azienda ricevette una grande commissione per uniformi dell’esercito e con le entrate che crescevano, l’azienda fece le uniformi per le forze armate tedesche e le SS fino alla fine della seconda guerra mondiale nel 1945.
Dall’aumento del business a partire dagli anni 30’, Boss costantemente ebbe difficoltà di reperimento di operai e quando iniziò la seconda guerra mondiale, la produzione si intensificò a causa delle necessità delle forze tedesche di avere le proprie divise distintive fino a quando Boss dovette impiegare 140 lavoratori forzati polacchi e 40 prigionieri di guerra francesi.
Quando la guerra finì, Boss fu obbligato a sottoporsi alla denazificazione per la quale fu pronunciato colpevole e condannato, le ragioni per la sentenza includevano la sua partecipazione al partito nazionalsocialista, il suo coinvolgimento fiscale con il Nazionalsocialismo e le sue amicizie con i leader del partito.
Il processo di denazificazione vide Boss inizialmente etichettato come un “attivista, sostenitore e beneficiario” del nazionalsocialismo, le cui conseguenze furono una pesante multa, e la privazione del diritto di voto e della capacità di gestire un’impresa.
Ma questa sentenza iniziale fu appellata e Boss fu ri-etichettato come “seguace”, una categoria con una punizione meno severa, tuttavia, gli effetti del divieto portarono il genero di Boss, Eugen Holy, a subentrare sia alla proprietà che alla gestione della società.
La collaborazione con il governo nazista porterà l’azienda a scusarsi pubblicamente (e solamente) nel 2011 esprimendo profondo rammarico “per le persone che hanno subìto un danno e un forte disagio mentre lavoravano nell’azienda di Hugo Ferdinand Boss sotto il regime nazionalsocialista”.
Holy iniziò ad aumentare la produzione nei tardi anni 40’ e dal 1950 l’azienda aveva 128 impiegati, il cui numero continuò a crescere quando ottennero i primi ordini per completi maschili.
La compagnia, quando le richieste di divise militari scemarono, cominciò nel 1953 la produzione di vestiti per uomo, settore in cui divenne leader nazionale e uno dei marchi più prestigiosi in ambito internazionale, grazie anche all’alta qualità degli abiti.
Ma con lo scoppio della prima guerra mondiale i cambiamenti più evidenti si registrarono soprattutto nell’abbigliamento femminile, che si era adeguato all’inedita situazione in cui divennero protagoniste le donne.
In tutti i settori produttivi, industria agricoltura e terziario, per far sopravvivere l’economia dei paesi in guerra, partiti gli uomini per combattere al fronte, vennero impiegate le donne.
L’attività lavorativa, con i suoi ritmi e le sue necessità di movimento e di spostamento non poteva essere svolta con abiti elaborati e ingombranti, perciò le donne scelsero indumenti molto pratici e uno stile disinvolto e spartano, questo generale cambiamento determinò il tramonto di parecchi atelier famosi della Belle époque, ma nello stesso tempo emersero nella moda alcuni importanti fenomeni nuovi, che ebbero un seguito importante anche negli anni successivi: la moda futurista, la moda della Russia post-rivoluzionaria e l’atelier di Coco Chanel.
Coco Chanel, pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel nacque il 19 agosto 1883 in un ospizio dei poveri a Saumur, da Henri-Albert Chanel e Jeanne De Volle, il padre di Gabrielle era un venditore ambulante che girovagava per i mercati dell’Auvergne, tra i monti della Francia sudorientale.
La prima svolta nella vita di Gabrielle è l’incontro con il suo primo amante, Étienne de Balsan, Chanel incontrò Balsan nel 1904 e quando i due si conobbero, lui aveva 25 anni e lei 21, Balsan fu anche il primo finanziatore della stilista.
Presso la residenza del suo primo amante, Chanel incontrò quello che viene considerato l’amore della sua vita, Boy Capel, Boy era un industriale di Newcastle, che si occupava dell’esportazione del carbone e a differenza di Balsan, incoraggiò e finanziò il lavoro di Chanel.
Nell’estate del 1914 scoppiò la guerra e Chanel Modes decollò, le famiglie più facoltose della Francia trascorrevano il periodo estivo nella località costiera di Deauville, lì le signore potevano acquistare bei cappellini ed abiti leggeri da Gabrielle Chanel.
Capel, grazie ai suoi giacimenti carboniferi, rifornì gli Alleati e venne a contatto con personalità influenti, fece prima parte dello Stato Maggiore e in seguito divenne consigliere del primo ministro francese Georges Clemenceau.
Attraverso i suoi contatti, Capel venne messo a conoscenza di informazioni segrete, la Chanel Modes stava per chiudere, quando Coco ricevette notizie da Capel, che le suggerì di non interrompere l’attività.
In agosto vi fu la dichiarazione di guerra della Germania alla Francia e quella del Regno Unito alla Germania, che aveva invaso il Belgio e raggiunse ben presto la capitale francese, i giovani uomini francesi si arruolarono, mentre le mogli fecero ritorno a Deauville, dove si impegnarono in opere di volontariato per assistere feriti e Chanel era l’unico negozio di abbigliamento rimasto aperto.
Sull’onda del successo di Deauville, il 15 luglio 1915 Chanel Modes aprì anche sulla costa atlantica della Francia, lontano dalle linee del fronte, a Biarritz, al confine con la Spagna neutrale con cui iniziò il commercio.
Nel 1917, in uno dei cinque laboratori che Chanel aveva aperto, 60 sarte erano impegnate a confezionare solo abiti per le ricche signore spagnole e, sempre lo stesso anno e con l’aiuto di Capel, riuscì ad ampliare le sue attività di Parigi e di Biarritz, arrivando a contare cinque laboratori e trecento lavoranti.
Hugo Boss morì per un ascesso dentale nel 1948, il suo stile è famoso per essere raffinato e chic, riconosciuto per un eccellente sartoria e i bei tessuti usati per i suoi completi, il marchio crea capi che sono classici moderni.
Coco Chanel morì il 10 gennaio 1971 in una camera dell’Hôtel Ritz all’età di 87 anni, venne sepolta nel cimitero di Bois-de-Vaux a Losanna, in Svizzera e lasciò il suo patrimonio alla fondazione Coga, creata nel 1965 a Vaduz.
Ma questa, è un’altra storia.

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