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Alfred nasce a Dundee, in Scozia, era il terzo figlio del reverendo James Ewing, un ministro della Chiesa libera di Scozia, studiò alla West End Academy e alla High School di Dundee, mostrò un precoce interesse per la scienza e la tecnologia.
In una famiglia i cui interessi principali erano clericali e letterari, traeva piacere dalle macchine e dagli esperimenti, il poco denaro che possedeva veniva speso in utensili e prodotti chimici, la soffitta domestica era diventata il suo laboratorio personale.
Ewing vinse una borsa di studio all’Università di Edimburgo, dove studiò fisica sotto Peter Guthrie Tait prima di laurearsi in ingegneria, durante le vacanze estive lavorò alla posa di cavi telegrafici, tra cui una linea in Brasile.
Nel 1878, su raccomandazione di Fleeming Jenkin, Ewing fu reclutato per aiutare la modernizzazione del Giappone dell’era Meiji come uno degli o-yatoi gaikokujin (stranieri assunti), in qualità di professore di ingegneria meccanica presso la Tokyo Imperial University, ebbe un ruolo determinante nella fondazione della sismologia giapponese, portò avanti molti progetti di ricerca sul magnetismo e le sue indagini sui terremoti lo portarono a contribuire allo sviluppo del primo sismografo moderno.
Nel 1883, Ewing tornò nella sua nativa Dundee per lavorare presso l’ University College Dundee e nel 1890 assunse l’incarico di professore di meccanica e meccanica applicata all’Università di Cambridge, era un caro amico di Sir Charles Algernon Parsons e collaborò con lui allo sviluppo della turbina a vapore, nel 1898 Ewing fu eletto professore associato al King’s College.
L’8 aprile 1903, il Times annunciò che il Consiglio dell’Ammiragliato aveva selezionato Ewing per il nuovo incarico di Direttore dell’Istruzione Navale a Greenwich.
All’inizio della prima guerra mondiale, nell’agosto 1914, né la Germania né il Regno Unito possedevano una stabile organizzazione per l’intercettamento dei messaggi radio del nemico e la decodifica di quelli che risultavano cifrati; la Royal Navy britannica possedeva un’unica stazione di ascolto per l’intercettazione situata a Stockton, ma un certo appoggio venne fornito dagli impianti del servizio postale e della Marconi Company, nonché da semplici privati che avevano accesso ad apparecchiature radio personali.
Un gran numero di messaggi tedeschi intercettati prese ad affluire alla Naval Intelligence Division dell’Ammiragliato, ma non vi erano molte idee su come gestire questo afflusso di informazioni: il retroammiraglio Henry Oliver, alla direzione della Intelligence Division dal 1913, non disponeva di personale esperto nella decifratura delle comunicazioni in codice e decise quindi di rivolgersi a un amico, il nostro protagonista: Alfred Ewing, direttore della Naval Education, professore di ingegneria e radioamatore dilettante il quale coltivava come hobby l’elaborazione di cifrari.
Visto che la formazione di personale esperto non era ritenuta una priorità, stante la supposta breve durata del conflitto in corso, a Ewing fu chiesto di mettere assieme un proprio gruppo di collaboratori di fiducia che lo aiutasse nel compito di decifrare i messaggi tedeschi intercettati.
Ewing si rivolse inizialmente al personale delle accademie navali di Osborne House e Dartmouth, stante il periodo di vacanze scolastiche e l’assegnazione degli studenti a compiti attivi; tra i primi a essere selezionati vi fu il professor Alastair Denniston, reclutato per la sua conoscenza del tedesco ma divenuto poi braccio destro di Ewing e secondo in comando nella nascente struttura; vari altri collaboratori vennero poi reclutati temporaneamente alla nascita del nuovo centro di decifratura, tra cui il direttore dell’accademia di Osborne – Charles Godfrey, i due istruttori navali Parish e Curtiss e lo scienziato e professore di matematica Henderson del Greenwich Naval College.
Questi volontari lavorarono alla violazione dei cifrari tedeschi a fianco delle loro normali occupazioni e l’intera organizzazione dovette inizialmente operare dall’ufficio ordinario di Ewing il quale continuò a esercitare le sue funzioni di direttore della Naval Education.
Due delle prime reclute di Ewing furono anche R. D. Norton, ex funzionario del Foreign Office, e Lord Herschell, linguista ed esperto conoscitore della Persia: nessuno di loro aveva una qualche conoscenza in materia di crittografia, ma furono selezionati per la loro conoscenza del tedesco e l’affidabilità dimostrata nel mantenere i segreti.
Un’organizzazione simile a quella messa in piedi da Ewing fu sviluppata dalla Military Intelligence del War Office: la struttura, nota come MI1b, era diretta dal colonnello Macdonagh il quale propose che le due organizzazioni lavorassero assieme.
Poco successo fu ottenuto dalle due strutture tranne che nell’organizzazione di un sistema di raccolta e archiviazione dei messaggi, almeno fino a quando i servizi di intelligence francesi non ottennero delle copie dei cifrari militari tedeschi; le due organizzazioni britanniche lavorarono quindi di concerto nella decifratura delle comunicazioni dell’esercito tedesco riguardanti le operazioni sul fronte occidentale.
Un amico di Ewing, un avvocato di nome di Russell Clarke, e un suo amico, il colonnello Hippisley, avvicinarono Ewing per spiegargli di come avevano intercettato dei messaggi radio tedeschi; Ewing li reclutò entrambi e insieme a un altro volontario, Leslie Lambert, li assegnò a una stazione di guardia costiera vicino a Hunstanton nel Norfolk: Hunstanton e la stazione di Stockton divennero poi il cuore del sistema di intercettazioni radio britannico il quale crebbe a tal punto da riuscire a intercettare praticamente tutte le comunicazioni radio ufficiali dei tedeschi.
Alla fine di settembre, tuttavia, gran parte del personale reclutato presso le scuole navali tornò alle sue normali occupazioni: senza alcun mezzo per decodificare i messaggi della marina tedesca c’era poco lavoro da fare.
Il primo successo dei decrittatori navali britannici si ebbe nell’ottobre 1914, il 26 agosto 1914 una formazione navale tedesca compì una scorreria contro i russi all’imboccatura del golfo di Finlandia: persosi nella nebbia, l’incrociatore leggero SMS Magdeburg finì per arenarsi contro la costa dell’isola di Odensholm, nell’odierna Estonia, e sotto l’attacco di due incrociatori russi intervenuti sul luogo il comandante dell’unità, capitano di corvetta Richard Habenicht, ordinò di evacuare l’equipaggio su uno dei cacciatorpediniere di scorta e di predisporre la nave per l’autoaffondamento.
Nella confusione creatasi le cariche di demolizione furono fatte detonare prematuramente provocando feriti tra l’equipaggio ancora a bordo, e prima che i documenti segreti di bordo fossero distrutti Habenicht e altri cinquantasette tedeschi furono fatti prigionieri dai russi.
Ispezionando il relitto del Magdeburg, i russi rinvennero tre copie del Signalbuch der Kaiserlichen Marine (“Libro dei segnali della Marina imperiale” o SKM), il libro codice contenente le chiavi di cifratura del sistema di codifica delle comunicazioni radio della flotta tedesca, unitamente a una carta geografica grigliata del mar Baltico e al diario di guerra dell’unità.
I russi trattennero per sé le copie del SKM numerate con 145 e 974, ma decisero di cedere una terza copia del libro, numerata con 151, ai britannici: il libro stesso fu formalmente consegnato al primo lord dell’Ammiragliato Winston Churchill il 13 ottobre seguente.
Lo SKM di per sé era incompleto come mezzo di decodifica dei messaggi, visto che essi erano normalmente cifrati così come codificati, e quelli che potevano essere immediatamente tradotti erano per lo più rapporti meteorologici.
Un modo per risolvere il problema fu ottenuto da una serie di messaggi trasmessi dalla stazione radio tedesca di Norddeich, la cifratura fu rotta, di fatto, due volte di seguito visto che fu cambiata dai tedeschi un paio di giorni dopo che i britannici l’avevano risolta una prima volta, e fu stabilito un protocollo generale per interpretare i messaggi.
La cifratura adottata dai tedeschi era una semplice cifratura a sostituzione dove ogni lettera era sostituita con un’altra secondo una precisa tabella, così i messaggi intercettati risultarono rapporti dell’intelligence tedesca sulle sortite delle navi alleate, il che era interessante ma non vitale, ma Russell Clarke osservò che simili messaggi in codice venivano trasmessi su onde corte e non venivano intercettati a causa della carenza di apparecchiature riceventi; il centro di ascolto di Hunstanton ricevette quindi istruzione di smettere di ascoltare i segnali militari dell’esercito tedesco e di concentrarsi invece sul monitoraggio delle onde corte per un periodo di prova di un fine settimana.
I britannici intercettarono preziose comunicazioni sui movimenti della flotta d’alto mare tedesca, di primaria importanza da un punto di vista navale, Hunstanton fu quindi destinato unicamente all’intercettazione di quei messaggi e il personale navale fu immediatamente ritirato dalla collaborazione con i colleghi dell’esercito per concentrarsi unicamente su questo nuovo compito.
Visto che la rottura del cifrario SKM era stata rigorosamente tenuta segreta, questo improvviso cambiamento provocò cattivi rapporti tra i servizi di decodifica della marina e dell’esercito, che come risultato non collaborarono più tra di loro almeno fino al 1917.
Le stesse dimensioni del SKM furono una delle ragioni per cui esso non poteva essere facilmente cambiato dai tedeschi, e pertanto il codice rimase in uso senza variazioni fino all’estate del 1916 quando fu introdotto il nuovo FFB ma anche allora, tuttavia, diverse navi si rifiutarono di impiegare il nuovo codice perché la sua introduzione si rivelava troppo complicata, e il FFB non divenne di uso comune almeno fino al maggio 1917.
Non ci fu alcuna immediata cattura del codice FFB che potesse aiutare l’Ammiragliato nella sua decifratura, ma una serie di pazienti studi su vecchie comunicazioni, ora che il sistema era stato capito, permisero agli specialisti della Room 40 di rompere una nuova chiave di cifratura nel giro di tre o quattro giorni dalla sua introduzione.
La Room 40 era la sezione dell’Ammiragliato britannico incaricata delle attività di crittoanalisi; il suo nome era dovuto alla collocazione della struttura, appunto la stanza 40 del palazzo dell’Ammiragliato a Londra.
La perdita del Magdeburg ingenerò negli stessi tedeschi alcuni dubbi sul fatto che lo SKM potesse essere caduto in mano nemica e lo stesso principe Enrico di Prussia scrisse al comando dicendosi sicuro che varie carte riservate, ivi compreso lo SKM, erano cadute in mano ai russi dopo la perdita dell’incrociatore.
Il secondo più importante codice per le comunicazioni navali utilizzato dai tedeschi cadde parimenti in mano ai britannici molto presto nel conflitto, l’11 agosto 1914; le autorità australiane catturarono il mercantile tedesco Hobart mentre era all’ancora nella baia di Port Phillip vicino a Melbourne: lo Hobart non aveva ricevuto notizia dello scoppio del conflitto e una squadra d’abbordaggio australiana riuscì a salire a bordo indisturbata con la scusa di una ispezione di quarantena.
Il capitano del mercantile fu posto sotto sorveglianza perché scoperto nottetempo mentre cercava di nascondere alcuni documenti, gli australiani misero quindi le mani sul Handelsverkehrsbuch (HVB), il libro codice impiegato dalla marina tedesca per comunicare con la sua flotta di mercantili e utilizzato anche dalla Hochseeflotte; la notizia del ritrovamento non raggiunse Londra fino al 9 settembre seguente e una copia del testo arrivò materialmente nel Regno Unito solo alla fine di ottobre.
Il HVB fu inizialmente assegnato nel 1913 a tutte le navi da guerra dotate di radio, ai comandi navali e alle stazioni costiere; fu inoltre assegnato anche agli uffici direttivi delle diciotto compagnie di navigazione della Germania per le comunicazioni via radio con i loro mercantili in mare.
Il codice era impiegato in particolare dalle forze leggere come le unità di pattuglia e per compiti di routine come le manovre di entrata e uscita dai porti; fu poi adottato anche dagli U-boot ma con una chiave di cifratura più complessa; tuttavia, le complicanze del loro essere in mare per lunghi periodi faceva sì che i codici fossero modificati mentre erano lontani e molto spesso i messaggi dovevano essere ripetuti con la vecchia chiave, fornendo quindi informazioni immediate su quella nuova.
Lo HVB fu rimpiazzato nel 1916 dall’Allgemeinefunkspruchbuch (AFB), unitamente all’introduzione di un nuovo metodo di cifratura, i britannici ottennero una buona comprensione della nuova cifratura da trasmissioni di prova fatte prima della sua introduzione ufficiale: una copia del libro fu rinvenuta poi sul relitto di uno Zeppelin abbattuto, seguita da altri esemplari catturati su U-boot affondati.
Un terzo libro codice dei tedeschi fu rinvenuto dai britannici al termine della battaglia al largo di Texel del 17 ottobre 1914, quattro cacciatorpediniere tedeschi furono intercettati al largo dell’isola nel Mare del Nord da una formazione navale britannica e tutti affondati al termine di un duro scontro; il 30 novembre un peschereccio britannico, al lavoro nella zona, rinvenne una cassa sigillata gettata in mare dal comandante della flottiglia tedesca, il capitano di corvetta Georg Thiele del cacciatorpediniere S119, perito nello scontro: la cassa conteneva una copia del Verkehrsbuch (VB), un libro codice normalmente usato dagli ufficiali comandanti della marina tedesca.
Il codice VB era utilizzato nelle comunicazioni via cavo transnazionali con gli addetti navali presso le ambasciate e i consolati all’estero, ma era utilizzato anche dagli ufficiali anziani come codice alternativo di codifica dei propri messaggi.
La sua cattura rappresentò un importante successo per i britannici, che ebbero così modo di decodificare le comunicazioni tra Berlino e i suoi addetti navali nelle ambasciate in Paesi neutrali, a Madrid, Washington, Buenos Aires e Pechino.
Nel 1917 gli addetti navali passarono a un nuovo codice, ma nonostante solo 70 messaggi basati su di esso fossero stati intercettati, anch’esso fu violato dagli specialisti britannici; il VB rimase comunque in uso per tutta la durata della guerra: più volte ricifrato, fu ripetutamente violato nel giro di pochi giorni.
All’inizio del novembre 1914 il capitano William Hall sostituì nella carica di direttore dell’intelligence navale britannica l’ammiraglio Oliver, trasferito alla segreteria del primo lord dell’ammiragliato; Hall era stato il comandante dell’incrociatore da battaglia Queen Mary, ma aveva dovuto rinunciare al suo incarico a causa della sua salute malferma: a dispetto della natura accidentale della sua nomina, il capitano si rivelò comunque un eccellente direttore dell’intelligence navale.
Il telegramma Zimmermann fu un documento inviato via telegrafo il 16 gennaio 1917, al culmine della prima guerra mondiale, dal Ministro degli Esteri dell’Impero tedesco Arthur Zimmermann all’ambasciatore tedesco in Messico Heinrich von Eckardt; venne decrittato da William Hall che lo consegnò all’ambasciatore statunitense a Londra Walter Page.
Il messaggio di Zimmermann comprendeva proposte per un’alleanza tedesca con il Messico mentre la Germania avrebbe cercato di mantenere la neutralità con gli Stati Uniti, e se questa politica avesse dovuto fallire, veniva suggerito nel messaggio, il governo messicano avrebbe dovuto fare causa comune con la Germania, cercando di persuadere il governo giapponese ad unirsi alla nuova alleanza ed attaccare congiunti gli USA.
La Germania da parte sua prometteva supporto economico e la restituzione al Messico degli ex-territori di Texas, Nuovo Messico e Arizona, persi durante la guerra messico-statunitense del 1846-1848.
Un generale incaricato dal presidente messicano Venustiano Carranza, valutò le reali possibilità di una conquista delle ex-province del Texas, dell’Arizona e del Nuovo Messico, e giunse alla conclusione che la cosa non avrebbe funzionato.
Occupare i tre stati avrebbe con tutta probabilità causato futuri problemi e la guerra con gli USA; il Messico non sarebbe stato inoltre in grado di accogliere una numerosa popolazione di discendenza inglese all’interno dei suoi confini e la Germania non sarebbe stata in grado di fornire gli armamenti necessari per le ostilità che sarebbero sicuramente sorte.
Il telegramma venne intercettato e decifrato in maniera sufficiente a comprenderne il senso dai decifratori della Marina Militare britannica denominata Room 40, comandata da Hall e il governo britannico, che voleva rendere pubblico il telegramma incriminante, si trovò ad affrontare un dilemma: se avesse prodotto apertamente il telegramma i tedeschi avrebbero sospettato che il loro codice era stato decifrato; se non lo avesse fatto, avrebbe perso un’opportunità promettente di trascinare gli Stati Uniti nel conflitto.
Ci fu anche un ulteriore problema, i britannici non potevano nemmeno mostrarlo in via confidenziale al governo statunitense a causa della sua importanza, il messaggio era stato inviato da Berlino all’ambasciatore tedesco a Washington, il Conte Johann von Bernstorff, per inoltrare la trasmissione all’ambasciatore in Messico attraverso tre strade diverse.
I britannici lo avevano ottenuto da una di queste, gli statunitensi avevano dato accesso alla Germania alle loro linee telegrafiche private diplomatiche nel tentativo di incoraggiare l’iniziativa di pace del presidente Wilson, il cavo telegrafico andava dall’ambasciata statunitense di Berlino fino a Copenaghen, e da lì via cavo sottomarino negli USA, passando dalla Gran Bretagna (dove veniva tenuto sotto controllo).
Per i britannici, rivelare la fonte del telegramma agli USA avrebbe anche significato ammettere che stavano intercettando le comunicazioni diplomatiche statunitensi, così il governo britannico insinuò che l’ambasciata tedesca a Washington avesse inviato il messaggio all’ambasciata in Messico attraverso il sistema telegrafico commerciale e quindi ne doveva esistere una copia all’ufficio telegrafico pubblico di Città del Messico.
Se potevano ottenerne una copia, potevano passarla al governo statunitense dichiarando che l’avevano scoperta grazie allo spionaggio in Messico, a questo scopo contattarono un agente britannico in Messico, noto solo come Mr. H., che riuscì ad ottenerne una copia.
Per la gioia dei decifratori britannici, il messaggio era stato inviato da Washington nel Messico utilizzando il vecchio cifrario e poté quindi essere decifrato completamente, il telegramma venne consegnato dall’ammiraglio Hall al Ministro degli Esteri britannico, Arthur James Balfour, che a sua volta contattò l’ambasciatore statunitense a Londra, Walter Page, e gli consegnò il telegramma il 21 febbraio.
Due giorni dopo quest’ultimo lo consegnò al presidente statunitense Woodrow Wilson, Wilson rispose chiedendo al Congresso di armare le navi americane, così che potessero difendersi dai potenziali attacchi sottomarini dei tedeschi.
Il sentimento popolare negli Stati Uniti a quell’epoca era generalmente anti-messicano ed antitedesco, il generale John J. Pershing aveva per lungo tempo dato la caccia al bandito-rivoluzionario Pancho Villa, che aveva compiuto diverse incursioni oltre confine.
Questa era una grossa spesa per il governo statunitense, e Wilson era incline a interrompere la ricerca fino a quando in Messico non si fossero tenute nuove elezioni, insediato un nuovo governo, e promulgata una nuova costituzione, la notizia del telegramma esacerbò la tensione tra USA e Messico, poiché un tale trattato, se in vigore, avrebbe ostacolato l’elezione di un nuovo governo messicano più amichevole nei confronti degli interessi statunitensi.
La pubblicazione del telegramma Zimmermann è generalmente accreditata come l’evento scatenante che portò gli americani nella Grande Guerra, di fatti pochi giorni dopo, il 2 aprile 1917, Wilson chiese al Congresso di dichiarare guerra alla Germania e il 6 aprile il Congresso votò l’ingresso degli Stati Uniti nella grande guerra.
Per la cronaca, il presidente messicano Venustiano Carranza declinò la proposta di Zimmermann il 14 aprile 1917, ma gli USA avevano già dichiarato guerra alla Germania.
Nel maggio 1916 Alfred Ewing, colui che iniziò tutto questo, accettò l’invito a diventare preside dell’Università di Edimburgo, nel corso del quale istituì una vasta serie di riforme efficaci e che mantenne fino al suo pensionamento nel 1929.
29 Nel 1927 tenne una conferenza all’Edinburgh Philosophical Institution che conteneva la prima divulgazione semi-ufficiale del lavoro svolto dalla Room 40.
Questo è il destino delle spie.

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