Richard Fiedler – I flammeri

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Richard Fiedler è una persona qualunque.

Richard era uno scienziato tedesco che inventò il moderno lanciafiamme, prima della prima guerra mondiale Fiedler studiò ingegneria e lavorò come ingegnere a Berlino, lo sviluppo del lanciafiamme derivò dalla sua attenzione sugli ugelli per spruzzare i liquidi.

Fiedler eseguì originariamente un trucco chiamato “Brennender See” (Lago in fiamme) durante i festival di Berlino-Weißensee, il trucco consisteva nel versare un liquido infiammabile su una superficie d’acqua e dargli fuoco.

Un primo brevetto per lanciafiamme fu concesso nel 1901 e Fiedler si rivolse all’esercito tedesco che gli garantì supporto finanziario per continuare lo sviluppo del dispositivo, così nel 1905, presentò il suo lanciafiamme al Preußisches Ingenieurs-Komitee (comitato di ingegneria prussiano) al Garde-Pionier-Bataillon di Berlino dove ricevette suggerimenti per migliorare il dispositivo.

Il modello più significativo era costituito da un dispositivo trasportabile da un uomo, costituito da un singolo cilindro verticale lungo 1,2 m, diviso orizzontalmente in due, con gas pressurizzato nella sezione inferiore e olio infiammabile nella sezione superiore.

Premendo una leva, il gas propellente spingeva l’olio infiammabile dentro e attraverso un tubo di gomma e sopra un semplice dispositivo di accensione a stoppino in un ugello di acciaio che creava la lingua di fuoco.

L’arma proiettava un getto infiammato con enormi nuvole di fumo a circa 18 m, era un’arma a colpo singolo: per lo sparo a raffica, una nuova sezione di accensione doveva venire attaccata ogni volta che veniva utilizzata.

Ma indipendentemente da Fiedler, anche Bernhard Reddemann aveva iniziato a sviluppare il lanciafiamme, era un ingegnere, soldato e pompiere professionista di Posen, si interessò alle armi lanciafiamme dopo aver letto dell’assedio di Port Arthur durante la guerra russo-giapponese del 1904-1905.

Gli ingegneri da combattimento giapponesi usavano pompe manuali per spruzzare cherosene nelle trincee russe e poi lanciavano fasci di stracci accesi per incendiare il liquido, Reddemann capì che poteva convertire le pompe a vapore dei pompieri in lanciafiamme, cosa che dimostrò a Fort Glowno di Posen nel 1907, utilizzò anche pompe manuali nei suoi esperimenti.

Fiedler e Reddemann si incontrarono per la prima volta nel 1908 e collaborarono all’inizio della prima guerra mondiale per sviluppare ulteriormente il lanciafiamme, Reddemann avanzò al grado di maggiore dei pionieri, fu capo dei vigili del fuoco di Breslavia e Lipsia e fu autore di monografie sulla lotta antincendio.

All’inizio della guerra di posizione, le singole formazioni di pionieri ricevettero lanciafiamme come armi offensive, ad ogni plotone, battaglione o reggimento di pionieri selezionati fu assegnato un Kleif M.1912, gestito da una squadra di due uomini.

I lanciafiamme furono usati per la prima volta in combattimento a Bagatelle-Pavillon nelle Argonne il 4 o 5 ottobre 1914, la 4a Compagnia del Posensches Pionier-Bataillon, assegnata alla 27a Divisione, portò a termine l’attacco senza successo contro le truppe francesi piazzate.

Alla fine dello stesso anno i lanciafiamme furono per lo più richiamati dal servizio, sebbene molte formazioni di pionieri di linea li mantennero fino al 1915 inoltrato; il Comando supremo dell’esercito, l’OHL, riferì al Ministero della Guerra che gli apparati erano inutilizzabili, erano armi che richiedevano un addestramento approfondito e, inoltre, il Kleif M.1912 era troppo fragile, troppo poco maneggevole e non manteneva la pressione.

Il 18 gennaio il Ministero della Guerra e il Comitato del Genio in carica ordinarono la costituzione del Flammenwerfer-Abteilung, la prima unità armata esclusivamente di lanciafiamme.

Il comandante di queste unità era il nostro Reddemann, lui avrebbe sviluppato, assieme a Fiedler, l’arma e creato nuove tattiche, queste nuove squadre di flammeri sarebbero state composte da ufficiali della Posen Fire Brigade e da 48 pompieri e giovani volontari di guerra di Posen.

I flammeri tedeschi effettuarono il loro primo attacco a Malancourt il 26 febbraio 1915, utilizzando 12 piccoli lanciafiamme a pompa manuale e due Grof M.1912 per cacciare i francesi dalle loro trincee.

Dopo che un ufficiale di riserva dei Vigili del fuoco di Lipsia e due sottufficiali e 20 uomini di un’unità non identificata furono assegnati all’Abteilung, un secondo attacco con le fiamme fu effettuato a Vauquois, vicino a Verdun.

Il 15 marzo l’OHL ordinò che fosse istituito un battaglione lanciafiamme sotto il comando di Reddemann e, con l’andare del tempo e della sperimentazione, i numeri crebbero e si arrivò ad avere una forza iniziale di 800 uomini.

Nella primavera del 1915 alcune divisioni tedesche sul fronte occidentale iniziarono a schierare Sturmtrupps, unità ad hoc create per superare i punti forti francesi come rifugi e fortini nascosti nei boschi, le Sturmtrupps erano solitamente composte da uno a tre gruppi di fanteria e un gruppo di pionieri di linea armati di mitragliatrici, mortai da trincea e lanciafiamme Kleif M.1912.

Ma nacque un problema, sebbene alcune missioni ebbero successo, i pionieri lanciafiamme subivano perdite elevate che portarono Reddemann a ritirare il battaglione dal campo e a creare tattiche di assalto più efficaci.

Durante un attacco con lanciafiamme del 9 settembre contro i francesi, vennero utilizzati cinque grandi lanciafiamme chiamati “spruzzatori di benzina”, furono progettati dal tenente Schlayer, gli spruzzatori erano composti ciascuno da un serbatoio che conteneva oltre 250 litri di benzina collegati a due bombole di propellente, un ugello spruzzava la benzina fino a 35 metri di distanza.

All’inizio del 1916 il piano per l’offensiva di Verdun richiese una compagnia di lanciafiamme per ciascuna delle sei divisioni di fanteria che vi prendevano parte, inoltre, due compagnie armate di lanciafiamme grandi e piccole avrebbero attaccato nei boschi di Consenvoye e un’altra compagnia avrebbe assaltato nella Champagne, in totale erano necessarie nove compagnie.

Ogni compagnia di fanteria che avrebbe attaccato a Verdun sarebbe stata formata da una truppa d’assalto composta da 16-20 fanti con un fucile e tre bombe a mano ciascuno; un gruppo di pionieri equipaggiato con asce, accette, seghe, tronchesi e cariche esplosive e una squadra armata con due lanciafiamme, granate incendiarie e bombe a mano.

La battaglia di Verdun iniziò il 21 febbraio e fino al 27 aprile dieci compagnie di lanciafiamme armate con 400 dispositivi eseguirono 57 attacchi, 33 dei quali furono giudicati riusciti.

Il distintivo a forma di testa di morto fu conferito al Garde-Reserve-Pionier-Regiment dal principe ereditario il 28 luglio, indossato sulla manica sinistra inferiore, sul polsino o direttamente sopra di esso e diede al reggimento il suo nome informale di Totenkopfpioniere.

Il 26 settembre 1916 l’11a e la 12a compagnia furono aggiunte al reggimento lanciafiamme, utilizzando ufficiali e uomini dal deposito reclute, inoltre, l’Alto comando della Quinta armata trasferì 500 giovani fanti nel reggimento, ciò portò il numero di effettivi a circa 3000, incluso il personale di supporto e lo staff.

Il 9 novembre i tedeschi lanciarono il più grande attacco di massa con lanciafiamme della storia a Skrobova, in Russia, un intero battaglione lanciafiamme di quattro compagnie utilizzò 24 Grof e 216 Kleif nella “Tattica del coltello” ideata dal maggiore Reddemann per tagliare attraverso le vaste difese russe di bunker di cemento armato, fortini e installazioni di fiancheggiamento.

Le truppe lanciafiamme erano organizzate in lunghe formazioni serpeggianti, lanciatori di granate a mano, mitraglieri leggeri e fucilieri automatici che sparavano di corsa, erano seguiti da truppe d’assalto di fanteria e sei battaglioni di fanteria regolare; l’operazione fu coordinata da ufficiali dell’intelligence a bordo di aerei con radio bidirezionali che lanciarono nuovi ordini alle truppe sottostanti.

I tedeschi conquistarono l’area e oltre 3500 prigionieri, riferirono che l’uso di lanciafiamme portò direttamente alla vittoria ma secondo i russi gli effetti dei lanciafiamme furono trascurabili.

Nel 1917 il reggimento lanciafiamme combatté 169 volte sui fronti occidentale e orientale, 24 operazioni non ebbero successo.

Dal 21 marzo al 17 luglio 1918 i tedeschi lanciarono cinque offensive sul fronte occidentale, tutte fallite.

Il Garde-Reserve-Pionier-Regiment effettuò altri 105 attacchi sul fronte occidentale, i pionieri della Testa di Morto fungevano da truppe d’assalto che guidavano gli attacchi frontali per sfondare la linea nemica, o da squadre di accompagnamento alle fiamme che scortavano la fanteria, rastrellavano o venivano inviate contro specifici punti di resistenza, dopo il 12 agosto 1918 non ci furono più attacchi lanciafiamme su larga scala.

In estate fu utilizzato in combattimento un lanciafiamme aereo tedesco, data e luogo sconosciuti, un testimone oculare, un soldato americano del 371° reggimento di fanteria, ha descritto un aereo che volava a bassa quota e spruzzava fuoco liquido sulle truppe, il che è conforme al brevetto tedesco n. 325694, depositato da Robert e Richard Bunge il 15 febbraio 1918 ma non furono mai state trovate ulteriori informazioni.

Fiedler fondò la Fiedler Flammenapparate, una società a responsabilità limitata che gestì come direttore fino al 1917, a Fiedler furono concessi 11 brevetti tedeschi su lanciafiamme dal 1901 al 1918 e Reddemann, dopo la guerra, scrisse un libro sulla storia del lanciafiamme.

Ma questa, è un’altra storia.

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