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Il nostro podcast gratuito audio/video “Le Spie della grande guerra” è dedicato alle spie della prima guerra mondiale, persone nascoste nell’ombra o in polverosi uffici ma comunque eroi che hanno salvato vite studiando, indagando e nascondendosi agli occhi dei nemici.

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Luisa Zeni, nata ad Arco nel 1896, quando il Trentino era sotto l’Impero asburgico, è una figura poco nota ma importante della memoria storica locale. Alla vigilia dell’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale, il Comando della 1ª Armata cercò trentini disposti a oltrepassare il confine per svolgere missioni di spionaggio e raccogliere informazioni sui movimenti delle truppe nemiche lungo la linea da Ala al Brennero.

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Ebbe grande successo quando danzò in casa Molier con movenze giavanesi che lo entusiasmarono. Lei la descrisse come danza sacra delle sacerdotesse di Shiva, con gesti amorosi e veli che cadevano uno dopo l’altro, fino a restare quasi nuda. Notata dall’industriale e collezionista Guimet, ricevette l’invito a esibirsi in place de Jéna. Poiché il suo nome era considerato troppo borghese, Guimet scelse per lei un nuovo nome esotico e malese: Mata Hari.

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Pompeo Aloisi, promosso capo dei servizi segreti della marina nella Prima Guerra Mondiale, si distinse nel colpo di Zurigo. Lo stato italiano tentò di mascherare i sabotaggi come casualità, ma la Regia Marina attivò il controspionaggio. Così fu scoperta un’ampia rete di spie guidata dal capitano austriaco Rudolph Mayer, che reclutava uomini, soprattutto italiani, offrendo compensi elevati e una disponibilità economica pressoché illimitata, agendo come un abile corruttore al servizio dell’impero nemico.

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In questo episodio si parla delle agenti segrete donna della Prima Guerra Mondiale, figure rare e poco conosciute, come è naturale per chi operava nell’ombra. Dopo aver raccontato la vicenda di Mata Hari, emergono le storie di Sarah, Gabrielle e Marthe. Sarah coordinò un gruppo di spionaggio al servizio britannico; Gabrielle, attiva nella Croce Rossa belga, attraversò la frontiera fino ai Paesi Bassi; Marthe contribuì a fondare l’Unione Patriottica delle Aviatrici francesi nel 1916.

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L’8 aprile 1903 il Times annunciò la nomina di Ewing a Direttore dell’Istruzione Navale di Greenwich. All’inizio della Prima Guerra Mondiale, né Germania né Regno Unito disponevano di strutture stabili per intercettare e decifrare messaggi radio nemici. Poiché la formazione di specialisti non era considerata prioritaria, vista la presunta breve durata del conflitto, a Ewing fu affidato l’incarico di creare un gruppo di fiducia che lo assistesse nel delicato compito crittografico.

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Fräulein Doktor era il soprannome di una spia tedesca della Prima Guerra Mondiale, più organizzatrice che agente sul campo, poiché guidava una vasta rete volta a carpire informazioni sulla potente flotta inglese. Gertrude Bell, nata nel 1868 a Washington New Hall, divenne invece figura chiave in Medio Oriente: lavorò a Baghdad nell’alto commissariato britannico fino alla morte, rispettata come “al-Khatun” e soprannominata «la regina senza corona d’Iraq», per il suo ruolo politico e diplomatico.

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Thomas fu nominato consigliere militare di Fayṣal, figlio dello sceicco della Mecca e futuro re d’Iraq, durante la rivolta araba, entrando nella storia come “Lawrence d’Arabia”. Morì in circostanze misteriose in un incidente motociclistico: la versione ufficiale parlò di una manovra per evitare due bambini in bicicletta. Entrò in coma e spirò il 19 maggio nella sua casa di campagna. Ai funerali di Stato furono sepolti con lui anche i segreti della sua vita.

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Alfred Redl, ufficiale austriaco, fu spia al servizio della Russia dal 1903 fino alla sua morte nel 1913, poco prima della Prima Guerra Mondiale. Non è chiaro cosa lo spinse al tradimento dell’Impero austro-ungarico: scoperto, fu costretto al suicidio. Reclutato dal militare russo Marčenko nel 1907, venne descritto come taciturno, furbo, cinico e amante delle donne, qualità che smentirebbero l’ipotesi della sua omosessualità usata come possibile strumento di ricatto per reclutarlo.

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Bolo entrò in contatto con Emil Jellinek, console austro-ungarico a Monaco, creatore del marchio Mercedes e capo dello spionaggio austro-tedesco nel sud della Francia, che lo trasformò in collaboratore. Paul-Marie Bolo fu arrestato a Parigi il 29 settembre 1917, accusato di aver cospirato per comprare giornali francesi con fondi tedeschi e diffondere sentimenti pacifisti. I tedeschi stessi lo denunciarono, scoprendo che aveva richiesto il doppio della somma necessaria per acquistare parte di Le Journal.

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Concludiamo la serie sulle più famose spie della Prima Guerra Mondiale, dopo Francia, Austria e Regno Unito, tornando nella Regia Italia, che non aveva nulla da invidiare a livello spionistico. Raccontiamo la storia di una spia pioniera nel volo: si infiltrò dietro le linee nemiche lanciandosi da un aereo, diventando il primo paracadutista italiano della storia, stupendo per audacia e innovazione, e segnando un precedente nelle operazioni segrete italiane durante il conflitto.

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