S:4-E:91
Felix è una persona qualunque.

Il corsaro, a cavallo tra il XVI ed il XVII secolo, era colui che, munito di una lettera di corsa fornita da un governo, poteva catturare navi nemiche, spesso i mercantili delle compagnie coloniali, e trattenere per sé una parte del bottino.
Celebri sono rimasti i corsari inglesi Francis Drake ed Henry Morgan che, su mandato della Corona britannica, assaltavano i porti e i grandi galeoni spagnoli che trasportavano oro e argento dalle Americhe.
Durante la Prima Guerra Mondiale, la Kaiserliche Marine fece largo uso delle navi corsare, per lo più incrociatori ausiliari, piccoli e veloci, che portavano l’assalto ai mercantili che incrociavano nell’Oceano Atlantico e nel Mar Baltico rifornendo di materie prime la Gran Bretagna.
Questa è la storia di una di queste navi corsare, unica nella sua specie: il Seeadler, veliero a tre alberi, l’unico che la Germania armò per questo tipo di guerra, comandato da un nobile bavarese, Felix von Luckner.
La famiglia Luckner era una famiglia di nobili bavaresi, di loro sappiamo che era anche popolata da gente sregolata e inquieta, sempre a caccia di avventure poco ortodosse.
Nicolas Luckner, per esempio, scappò di casa a 15 anni, nel 1737, per combattere contro i turchi, poi arruolò a sue spese un esercito di ussari per la Guerra dei sette anni e infine morì ghigliottinato durante la Rivoluzione francese, essendosi stabilito in Francia per servire il Re di quel paese.
I Luckner, persi i beni in Baviera, si erano stabiliti a Holstein, divenendo momentaneamente danesi, per via dei possedimenti che erano parte della moglie di uno di loro, ma ben presto questa terra venne annessa alla Germania, nel 1850.
Il padre di Felix era una persona particolare, combatté contro i danesi e in varie guerre come quella del 1864, ’66 e ’70, la sua vita era quella di un nobile che si potrebbe definire ‘decadente’, vissuta tra le varie guerre da gran signore, ma che agli altri appariva sregolata e irrazionale, tanto che lo chiamavano Luckner il matto.
Persi i suoi beni in spese al di sopra delle sue possibilità, si fece ospitare dal cugino di Dresda, anche lui era a dire il minimo, strano, percorreva le strade di questa bellissima città sassone con una carrozza tirata da sei splendidi cavalli bianchi, e non disdegnava di salirci anche le scalinate esterne dei palazzi; quando il Re lo diffidò da usare quel tiro di cavalli, obbedì sostituendo uno di loro con un mulo.
Felix von Luckner non era certo esente dalle stranezze e dallo spirito di ribellione della casata, a 15 anni decise che la scuola, che frequentava con malavoglia, era una perdita di tempo e scappò di casa, si imbarcò come mozzo su di una nave in partenza da Amburgo e girò il mondo come forse solo in quegli anni si poteva fare, lavorando duramente a bordo di questo fino a quando decise di averne abbastanza e scappò pure da questo.
Si imbarcò in Africa su di un altro veliero e alla fine venne promosso marinaio, per diventare poi marinaio scelto, ma quando sbarcava a terra non era estraneo dal vivere di una vasta gamma di espedienti.
Fece il lavapiatti ma anche il lottatore e pure il membro dell’Esercito della Salvezza, girò tutti i mari del mondo, tra quelli del Nord e l’Australia, si interessò anche di quello che potremmo definire culturismo, vantando di avere bicipiti grandi come la coscia di un uomo normale.
Alla fine di queste esperienze di mare, tornò ad Amburgo nel 1910 con un certo quantitativo di denaro e la volontà di mettere l’esperienza accumulata come base per una carriera da capitano della marina mercantile.
Felix studiò alacremente per entrare in possesso del brevetto di capitano, e dopo una serie di lezioni private riuscì a superare l’esame in una sede tra le più isolate e modeste; sebbene affermasse che le conoscenze teoriche fossero inutili per una persona della sua esperienza, e che tutto quello che poteva diventare dipendeva solamente dalle sue forze, non vi furono mai molti dubbi sul fatto che la famiglia lo sostenesse in maniera discreta, almeno dal momento del suo ritorno in Germania.
Con questo aiuto superò l’esame e trovò subito un posto nella linea Amburgo-Sud America per il tirocinio richiesto, poi venne accettato come volontario annuale per la Marina Militare tedesca ed ebbe anzianità convenzionale aumentata di 3 anni “motu proprio” da parte del Kaiser, cose che erano alquanto difficili da spiegare solamente con le proprie forze, più probabile che qualche ricco parente altolocato fosse intervenuto in questo.
Promosso Ufficiale Effettivo nella Kaiserliche Marine, Felix tornò finalmente in famiglia e godette di un periodo in cui visse a tutti gli effetti come il Conte von Luckner, ma durò poco, venne presto destinato alla SMS Panther (1901), una piccola cannoniera coloniale tedesca già protagonista di vari episodi controversi compresa la crisi di Agadir.
Tutto questo era accaduto in appena 4 anni, quando poi scoppiò la guerra Felix fu fortunato, la sua nave era appena tornata in Germania per i lavori di manutenzione e non potendo essere rinviata in Africa, la piccola nave a 2 fumaioli fece la sua comparsa in pattugliamenti nel Baltico.
Con un’operazione di appendicite non necessaria, riuscì a farsi sbarcare per riprendere poi il mare con la nave da battaglia SMS Kronprinz, con cui partecipò alla Battaglia dello Jutland, ma insofferente alla disciplina com’era, si fece finalmente assegnare il comando di una nave tutta sua, che con la sua esperienza di vela non poteva essere più adatta: il Pass of Balamha, che ribattezzò Seeadler.
Dotata, oltre che delle vele, anche di un motore diesel per incrementarne la velocità, la Seeadler iniziò la sua guerra di corsa il 16 dicembre 1916, dopo essere stata abilmente camuffata da mercantile norvegese, con i cannoni e le mitragliatrici di bordo con cui era armata nascoste all’interno di vani mobili ricavati sul ponte di coperta; inoltre, per avvalorare la tesi del semplice mercantile neutrale, era stato scelto un equipaggio che parlasse il norvegese, questo per trarre in inganno eventuali controlli della Royal Navy.
Ma ecco arrivare il 9 gennaio 1917 la prima preda: avvistato un Piroscafo inglese, il Gladis Royale, il Comandante Felix von Luckner diede ordine di dirigere a tutta velocità verso la nave spiegando le vele e scambiato dagli Inglesi per un mercantile di una nazione neutrale, quando l’equipaggio della nave corsara issò sul pennone la bandiera da guerra della Kaiserliche Marine, era ormai troppo tardi.
Catturato l’intero equipaggio di ventisei uomini, requisite le provviste di bordo e parte del carico di carbone, il Gladys Royale di 3268 tonnellate di stazza lorda venne fatto affondare con cariche esplosive, stessa sorte toccò il giorno seguente ad un altro Piroscafo inglese, il Lundy Island, 3095 tonnellate.
Ma una nave in particolare resterà impressa nella memoria di Felix von Luckner, il Veliero Pinmore, anche questo di nazionalità inglese, catturato il 19 febbraio 1917 perché su questa nave, un giovane Felix, vi aveva servito come mozzo girando mezzo mondo, così dopo aver portato l’equipaggio inglese sul Seeadler, von Luckner volle salire a bordo del Pinmore ancora una volta, da solo, prima di farlo affondare.
In totale, furono sedici le navi catturate e affondate dalla nave corsara tedesca, solcando il Mar Baltico, l’Oceano Atlantico ed il Pacifico, tra queste anche il Veliero italiano Buenos Aires, di 1811 tonnellate, catturato e in seguito affondato il 9 febbraio 1917.
Ma è nell’immenso oceano che la storia del Seeadler e del suo comandante divennero un mito e una leggenda; il 2 agosto 1917 un movimento tellurico sottomarino provocò onde gigantesche che fecero naufragare il veliero e il suo equipaggio sull’Isola di Mopelia, nella Polinesia Francese.
Von Luckner era deciso a continuare la sua guerra e attrezzata come poteva una scialuppa, assieme a sei marinai, prese il largo intenzionato a catturare qualche nave straniera, salvare il suo equipaggio e tornare a solcare i mari del mondo.
Ma, si sa, le storie più belle, prima o poi, finiscono, scorta una possibile preda dopo aver raggiunto le Isole Figi, von Luckner e i suoi uomini tentarono di catturare un mercantile, ma scoperti, vennero catturati.
Interrogato da un ufficiale giapponese che era un ammiratore dei tedeschi e ascoltava con delizia le avventure della Seeadler, ma voleva anche informazioni sui marinai di Mopelia, Luckner venne poi mandato in Nuova Zelanda in un campo di prigionia di Mutuili, dove altri tedeschi, provenienti dalla Polinesia, erano già presenti dal 1914.
Dal momento che i prigionieri erano notevolmente liberi, e che sull’isola era attraccato la Pearle, il motoscafo del comandante del campo prigionieri, Luckner non ci mise molto a convincerlo che poteva fidarsi di lui, dato che il pilota impiegato già era tedesco, ebbe disponibili all’azione 7 cadetti di una nave civile così, assieme a loro, organizzò l’evasione.
Radunarono provviste e benzina per un lungo periodo di tempo, costruirono bombe a mano, pugnali veri come anche armi finte, e il 23 dicembre 1917 scapparono, fingendo una normale navigazione di collegamento.
Il giorno dopo scattò l’allarme, ma ci si rese conto che la radio era stata sabotata, la mattina dopo partì una flottiglia di imbarcazioni alla caccia dei fuggiaschi, ma la Pearle riuscì in 3 giorni a raggiungere l’isola di Red Mercury, nascondersi agli inseguitori, e a quel punto, riprendere la missione di corsaro.
Luckner abbordò un paio di velieri, uno venne lasciato andare mentre la Moa venne presa, ma sebbene i corsari avessero trovato un deposito di viveri d’emergenza sull’isola Curtis, l’errore di lasciare libero l’altro vascello si rivelò pienamente fatale quando un battello militare neozelandese, dopo essere stato informato da questo, riuscì a intercettare la Moa e gli fece terminare la sua avventurosa fuga.
Luckner venne mandato in un forte militare, poi di nuovo a Moutili, che però aveva nel frattempo cambiato comandante, e non riuscì più a portare a termine altre fughe, anche perché ormai la sua fama lo aveva preceduto al campo di prigionia.
Nel frattempo, i superstiti di Mopelia erano riusciti a impossessarsi di una nave francese, ma, una volta nell’oceano, naufragarono sull’Isola di Pasqua, l’armistizio venne firmato l’11 novembre 1918, e Luckner venne rimpatriato, nonostante tutto, prima dei compagni, il 29 luglio 1919, prese poi servizio nella piccola marina militare tedesca nel dopoguerra.
Ma questa, è un’altra storia.

Podcast audio e video gratuito di 100 episodi su Youtube.
100 episodi del Podcast gratuito anche su Spotify.




